PESCARA – La Corte costituzione ha dato ragione alla Regione Abruzzo sulla legge 6, cioè sulle cliniche private, e torto alle cliniche stesse.
Lo ha fatto notare questa mattina l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, prima dell’udienza sull’inchiesta “sanitopoli”, che ha travolto la Giunta regionale nel 2008.
Del Turco ha detto ai giornalisti di aver detto la sua sul social network Facebook, ma “nessuno lo sa”.
Intanto il legale dell’ex governatore, Giandomenico Caiazza, nell’arringa ha asserito di aver smontato ogni accusa nei confronti di Del Turco e di ritenere il tribunale di Pescara non competente su questa vicenda.
DEL TURCO SU FACEBOOK: ”L’ALTA CORTE MI DA’ RAGIONE”
È dalla bacheca di Fb che l’ex presidente ha spiegato nei giorni scorsi come la pensa su questa vicenda. Leggendola, si nota una vena polemica e ironica per quanto riguarda le vicende delle cliniche private e l’impalcatura accusatoria che è stata messa in piedi nei suoi confronti.
Il 19 ottobre Del Turco scrive infatti su Facebook: “Qualcuno dei miei amici ha notizia di una sentenza della Corte Costituzionale che dà ragione alla Giunta che presiedevo e torto alle cliniche private su un argomento centrale dell’impalcatura accusatoria che mi riguarda? Ha letto qualcosa di questa sentenza sui giornali?”.
Il giorno successivo, Del Turco fa notare, sempre su Facebook, che quando il governo regionale da lui presieduto “fu condannato dal Tar in Abruzzo c’erano titoloni che informavano sulla sentenza. Adesso che l’Alta Corte ha dato torto alle cliniche private non ne parla nessuno e nessuno conosceva questa novità. Una brutta storia e mi pento di aver cercato questa prova. Vi chiedo scusa a tutti”.
DEL TURCO IN AULA: ”DOV’E’ LA MONTAGNA DI PROVE?”
PESCRA – “Angelini sostiene di aver dato i soldi a un sacco di gente. Ma qual è la prova? La prova sono i telepass. Ma le prove non ci stanno. La montagna schiacciante di prove non è venuta fuori. Rimane la parola di Angelini e la cosa che più mi turba è di aver conosciuto l’inferno non perchè ho commesso degli errori ma perchè Angelini si era mangiato un patrimonio e non sapeva come giustificarlo”.
Questo lo sfogo di Ottaviano Del Turco al termine dell’udienza di oggi durante la quale la difesa dell’ex presidente della Regione Abruzzo ha contestato quanto sostenuto dall’ ed re delle cliniche private abruzzesi Angelini sulle visite a Del Turco per le presunte dazioni di denaro, visite testimoniate da Angelini attraverso le ricevute telepass.
“Angelini – ha spiegato Del Turco – parla del percorso tra Chieti e la stazione di Aielli Celano. Io aggiungo che da Aielli Celano a Collelongo ci sono 20-25 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Farlo nei tempi detti da Angelini vuol dire possedere un elicottero, non una macchina normale”.
Il difensore di Angelini, Giandomenico Caizza, ha spiegato a questo proposito che per Angelini le visite sarebbero avvenute in un’ora e quindici minuti (al massimo un’ora e 45) mentre per la difesa di Del Turco è dimostrabile che sarebbero servite almeno due ore e un quarto due ore e venti, considerato anche il tempo necessario l’incontro con Del Turco. La Procura si è opposta all’esperimento giudiziale su questo punto, il giudice si è riservato di decidere. All’ex presidente è stato chiesto “quante persone sono venute a Collelongo. Ne sono venute tante, ha detto Del Turco, ma siccome non c’entrano con questo processo non ho fatto il loro nome”, ha detto ricordando di essere un garantista.
LEGALE DEL TURCO: ”SMONTATE LE ACCUSE, PESCARA NON COMPETENTE”
PESCARA – “Abbiamo dimostrato l’assoluta insostenibilità dell’accusa, la mancanza di prove benché minime e in più abbiamo rappresentato al giudice che i documenti, le ricevute del telepass che Angelini depositò per provare che effettivamente era andato a Collelongo (L’Aquila), indicano tempi di percorrenza (andata e ritorno) assolutamente incompatibili con quelli reali che abbiamo sperimentato che sono logici”.
Lo ha detto l’avvocato Giandomenico Caiazza, uno dei legali dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, al termine della sua arringa nell’udienza sulla “sanitopoli”.
“Abbiamo chiesto al giudice – ha detto Caiazza – ove ritenesse insufficienti le nostre valutazioni, di disporre un esperimento giudiziale per accertare la compatibilità di questi tempi”.
Quanto alla competenza territoriale, “abbiamo ribadito la manifesta incompetenza di Pescara, perché non c’è un solo atto che legittimi la competenza di Pescara”, ha aggiunto Caiazza.
“I reati più gravi, le concussioni – ha spiegato Caiazza – sono avvenute pretesamente in Collelongo, o per quanto riguarda Cesarone a Chieti, ma mai, mai una volta sola, a Pescara. L’associazione per delinquere si realizza, secondo la stessa contestazione, in un primo atto, che è un atto di Giunta adottato dalla Giunta regionale all’Aquila, nel dicembre 2005”.
“Quindi – ha aggiunto l’avvocato – da qualunque parte andiamo a vedere gli atti, Pescara non c’entra assolutamente nulla. Le dazioni delle somme, mai avvenute, secondo quanto riferito da Angelini sono ovunque tranne che a Pescara”.
L’avvocato ha aggiunto che durante il suo intervento sono state trattate a lungo le posizioni di tutte le case di cura.
“Abbiamo voluto ripercorrere – ha detto – tutti gli atti della prima Giunta che la Procura ritiene di spoliziazione del denaro pubblico, della sanità pubblica, per evidenziare che essi erano sistematicamente concordati con le case di cura, non solo con questa o con quella”.
“Ed è per noi – ha aggiunto Caiazza – una prospettazione importante sotto il profilo della credibilità dei soggetti che rivolgono accuse al presidente Turco”.
PROCESSO SANITOPOLI: MASCIARELLI CHIEDE PATTEGGIAMENTO PER FIRA
PESCARA – Tre anni e quattro mesi. È la richiesta avanzata dall’avvocato Giuliano Milia per il patteggiamento della pena di Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira, sia per l’inchiesta Sanitopoli che per lo scandalo della Fira (la Finanziaria della Regione Abruzzo).
La richiesta è stata formulata durante l’udienza sull’inchiesta relativa a presunte tangenti nella sanita’ abuzzese. In aula l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco.
DEL TURCO: ”CHIESTO IL NON LUOGO A PROCEDERE PER ARACU”
PESCARA – L’avvocato Claudio Cori ha chiesto oggi, nell’ambito dell’udienza su Sanitopoli, il non luogo a procedere per il parlamentare del Pdl Sabatino Aracu.
Per quanto riguarda le intercettazioni ha fatto notare che “quelle dell’ex moglie di Aracu non sono utilizzabili perché non è stata chiesta l’autorizzazione alla Camera dei Deputati”.
Per Lamberto Quarta, allora segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione, l’avvocato Giuliano Milia ha chiesto il proscioglimento per l’accusa di concussione.
La Procura si è detta favorevole alla richiesta avanzata da Milia di riunire in un unico processo la posizione dell’ex presidente della Fira, Masciarelli, che ha chiesto il patteggiamento (tre anni e 4 mesi) per Sanitopoli e per lo scandalo della Fira.





