L’AQUILA – “Il beato disinteresse di Matteo Salvini, attento quando si tratta di imperversare in campagna elettorale nelle piazze abruzzesi o alla Festa dell’Epifania all’Aquila a fare una incisiva propaganda che niente ha a che fare con i bisogni e i diritti delle comunità, produrrà per la Questura aquilana una dirigenza meno alta in grado, con tutto ciò che ne consegue in termini di centralità e autorevolezza quando si tratterà di decidere priorità e ripartire investimenti”.

Intervengono così Stefano Palumbo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e Stefano Albano, segretario del Pd del capoluogo abruzzese, sull’ipotesi di declassamento della Questura dell’Aquila.

“Purtroppo l’allarme lanciato dal consigliere comunale Roberto Santangelo è molto più grave di quanto emerge dalla sue parole. Il piano di riorganizzazione delle Questure sul territorio nazionale è in uno stato avanzatissimo, e la retrocessione della Questura del capoluogo abruzzese dalla prima alla terza fascia è più di un rischio.  Suscita perplessità la fredda applicazione di una serie di coefficienti – che derivano ad esempio dalla consistenza della popolazione, dall’attività di ordine pubblico (connessa tra l’altro alla categoria in cui milita la squadra di calcio cittadina e il conseguente impiego di uomini e mezzi necessari) e dalle incombenze amministrative – nella quale la politica, e nello specifico il ministro competente, Matteo Salvini, non hanno minimamente messo becco”, aggiungono. 

“L’Aquila e il suo territorio, la città di una ricostruzione che durerà ancora molti anni, e nell’ambito della quale quindi è alto il rischio di infiltrazioni criminali, dove le attività di prevenzione e contrasto della criminalità sono senza dubbio più impellenti e urgenti della media, scivola in una posizione di debolezza nella lista di priorità emanata dal Ministero dell’Interno. Questo perché il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non ha ritenuto importante mettervi becco o forse, chissà, perché più impegnato in altre questioni, elettorali e non. Consapevole o non, per L’Aquila e gli aquilani cambia, purtroppo, niente”, concludono.