POGGIO PICENZE – Il ministro della Diaspora della Repubblica di Macedonia Edmond Ademi sarà a Poggio Picenze (L’Aquila), sabato 6 aprile alle 16, per un evento legato al decennale del sisma del 2009.
L’amministrazione comunale ha voluto “abbracciare” in questa giornata tutta la sua comunità, composta anche da alcune famiglie macedoni che vivono a Poggio Picenze e che la notte del sisma persero i propri cari nei crolli delle abitazioni
A seguito del terremoto, nel piccolo comune sono morte nei 5 persone, di cui 3 non ancora maggiorenni; Poggio Picenze è uno dei tanti paesi dell’Aquilano gravemente danneggiato in seguito al sisma che lo ha reso in gran parte inagibile, in particolare le due zone storiche del Castello e di Via Umberto I.
Dopo i saluti istituzionali ci sarà un momento di ricordo con le testimonianze del servizio di volontariato giovanile di Caserta che furono presenti durante l’allestimento dei campi di accoglienza nell’immediato.
Alle 17,15 ci sarà invece l’incontro “Dieci anni del progetto Terremoto: quali risultati e quali obiettivi” a cura dell’associazione Agita che precederà la presentazione del libro Teatromoto di Valeria Esposito.
Agita è un’associazione campana che è stata molto vicina alla comunità di Poggio Picenze.
Alle 18 la delegazione si sposterà in piazza Massonio, dove verrà deposto un omaggio floreale in onore delle vittime e verrà inaugurata la stele commemorativa; accanto ai nomi di coloro che hanno perso la vita in quella terribile notte, anche un simbolo della religione islamica, nel rispetto della fede musulmana dei macedoni che persero la vita quella notte e i cui parenti, sopravvissuti, hanno continuatoa vivere e a interagire con la comunità.
Infine, alle 18,30, un momento di preghiera musulmana (lutje fetare islame), “sono tanti i macedoni che da anni vivono a Poggio Picenze e sono ben integrati e partecipi della nostra comunità”, ha specificato dal vice sindaco Raffaele Iovenitti.
Tra questi l’imprenditore edile di origini macedoni Osmani Medi, che nella notte del terremoto perse la figlia Valbona di soli 12 anni; nonostante questo dolore, durante le prima ore di emergenza, mise in salvo 11 persone, scavando con le mani tra le macerie del quartiere del Castello, la parte storica del paese in cui viveva.
“Osmani ha salvato dalle macerie la moglie e le altre figlie e ne ha persa una, ma ha salvato quella dei suoi compagni: di suo cognato, delle nipoti, di Renza, Almiz, Zonura, tutti nati all’Aquila. Figlioletti di macedoni. Immigrati di seconda generazione. Per undici volte le spalle e le mani di Osmai, questo Cristo trafitto, hanno trascinato via corpi feriti ma in vita, bimbi impauriti ma forti, mogli angosciate, nonne in lacrime. Osmai è un eroe…”, aveva detto l’attore e regista Michele Placido che venne a Poggio Picenze il 9 aprile del 2009 per girare un video nei luoghi colpiti dalla furia del sisma.
Oltre alla piccola Valbona, quella notte persero la vita la piccola Alena Ajrulai, 11enne nata in Italia da genitori macedoni, il padre Enver, come Osmani è titolare di una impresa edile, e quella notte fu estratto dalle macerie proprio dal suo connazionale; Nurije Abdija, che aveva 40 anni; il marito Vassili aveva tentato di salvarla insieme a Osmani senza riuscirci; Rosalba Franco, operatrice ecologica morta insieme al figlio che stava crescendo da sola, Loris Cialfi di soli 11 anni; i due sono stati ritrovati abbracciati nel letto della loro casa andata distrutta.



