L’AQUILA – Il decreto che sblocca 40 miliardi di debiti che lo Stato deve alle imprese e che verrà varato oggi dal governo Monti in prorogatio, servirà a dare una boccata d’ossigeno alle aziende abruzzesi ma non cambierà, di fatto, la situazione relativa ai fondi per il terremoto.

Ieri Camera e Senato hanno approvato la risoluzione che aggiorna il Documento di economia e finanza (il Def): quest’anno arriveranno alle imprese circa 20 miliardi, l’altra tranche arriverà il prossimo anno. Si tratta di un maxi pagamento di 19 miliardi da parte dei Comuni, di 14 dalle Asl e di 7 dallo Stato centrale.

“Se questi soldi saranno effettivamente in cassa e non ci vorranno anni e anni affinché vengano erogati, daranno sicuramente un ampio respiro all’imprenditoria”, spiega Gianni Frattale, presidente dell’associazione dei costruttori edili L’Aquila.

“Si risolveranno parecchi problemi, ma non quelli legati ai fondi per la ricostruzione. Questi – spiega ancora – sono stati già esclusi dal Patto di stabilità, con il passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria”.

Sulla stessa linea anche Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria della provincia dell’Aquila, che conta 240 piccole e medie imprese tra gli associati.

“Questo decreto riguarda la sopravvivenza delle imprese – rileva – Questi soldi andranno a ‘tappare i buchi’ dei debiti che le aziende hanno, ma non sono funzionali alla crescita. C’è anche da considerare il fatto che molte imprese che vantavano crediti verso la pubblica amministrazione sono a oggi fallite”.

“Ci sono imprese che aspettano da due anni  i fondi relativi alla fase emergenziale – sottolinea Mari Fiamma – ma questi sono già stati stanziati e non rientrano nei 40 miliardi di cui parla il decreto”.

“In generale, comunque, ben venga questo provvedimento – conclude – tutto sta a capire da dove verranno presi questi soldi. Infatti già si parla si aumento dell’Irpef, e una cosa è certa: non si può accettare che vengano dati fondi aumentando le tasse”.

PINGUE (CONFINDUSTRIA): “PRATICA NORMALE SEMBRA STRAORDINARIA”

“Trovo poco edificante salutare in maniera straordinaria una pratica che in altri paesi del mondo è normale amministrazione: il pagamento da parte dello stato e degli enti locali delle forniture e dei lavori effettuati dalle Imprese in tempi da paese civile e moderno”.

Questo l’intervento polemico del presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, parlando del provvedimento.

“In questo Paese, oramai sull’orlo del fallimento – dice ad AbruzzoWeb – dovremmo occuparci di ben altro per recuperare in competitività e ammodernarlo come si addice alla VI potenza mondiale, invece siamo fermi a esprimere soddisfazione per lo sblocco di parte dei pagamenti da parte dello Stato che ha raggiunto tempi biblici tali da mettere sul lastrico non solo un mare di imprese sane ma da bloccare un intero sistema economico”.

“Per non parlare delle fatture emesse a carico degli enti portate all’incasso che sistematicamente vengono rifiutate dall’intero sistema creditizio”, conclude. (red)