L’AQUILA – “Oggi il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Stefano Palumbo, un giovane onesto, ha ammesso che il problema di questa fase politica in città è rappresentato dal sindaco, che ha una visione padronale della cosa pubblica e che ha imposto all’attività amministrativa una gestione centralista. Ha aggiunto che c’è bisogno di discontinuità! Do atto a Palumbo che ha avuto coraggio ed ha ragione: dà ragione anche al sottoscritto che è uscito da una Giunta comunale, ad immagine e somiglianza del capo, perché la collegialità ed il pluralismo non sono consentiti, anche se nessuno del Pd ha detto una parola!”.

Lo dice il segretario regionale dell’Idv ed ex assessore al Comune dell’Aquila Lelio De Santis.

“La verità è solo quella pronunciata dal sindaco o che gli fa comodo: in tante riunioni lui stesso ha denunciato ritardi ed incrostazioni nella struttura comunale, ma quando un assessore ha parlato di lentocrazia che danneggia la città, sempre lui non ha trovato di meglio che toglierlo, adducendo pretesti insignificanti o motivazioni di comodo, invece di porre rimedio alle lungaggini che impediscono di spendere bene  per opere essenziali, come la sede unica,le risorse disponibili da anni”.

“Le scelte importanti sono soltanto appannaggio del sindaco e non frutto di decisioni collegiali: quando si pensa di essere padre padrone si può sbagliare!”, aggiunge.

“Il danno che si provoca in questi casi, però, è per tutta la collettività, vedi la vicenda dei sottoservizi, per la quale ora in tanti denunciano di non essere stati coinvolti e per la quale è mancato anche un minimo di coordinamento fra la ricostruzione delle abitazioni e la realizzazione del tunnel intelligente!”.

“Allora, ben venga una fase nuova, partendo da subito, che veda al centro collegialità di indirizzo e condivione di programmi e di prospettive politiche, ma che, al contempo, definisca le cose concrete e serie che servono alla città, che rischia di morire senza lavoro e senza certezza del futuro”.

“Le dichiarazioni del capogruppo Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo, che parla di gestione centralista al comune di L’Aquila ed invoca discontinuità politica, mi trovano completamente d’accordo”.

“Il problema principale del Palazzo municipale risiede nella visione centralista ed egocentrica, da uomo solo al comando,
a cui il Sindaco ispira la sua frenetica attività amministrativa”.

“Manca collegialità e condivione, ed il dissenso non è ammesso. La verità è solo quella del sindaco o quella che gli fa comodo!”.

“Sia che si sostenga che l’introito dell’epoca di circa 50 mila euro delle utenze è insufficiente a coprire la rata di circa 270 mila della transazione di Banca Sistema, sia che si sostenga che ci sono ritardi da parte della struttura comunale nel realizzare progetti e programmi decisi dall’Esecutivo, come la sede unica del Comune, per la quale dormono nei cassetti 35 milioni da 3 anni, sia che si affermi che esiste una scontata inadeguatezza degli uffici comunali alla gestione del progetto C.a.s.e. ed alla riscossione delle utenze degli assegnatari, si è tacciati sempre per chi è contro o per chi si ritiene troppo bravo!”.

“L’assessore che ha parlato di ritardi ed incrostazioni nella macchina comunale, dopo che per innumerevoli volte e con toni  certamente più forti e coloriti ne ha parlato il Sindaco, che rischiano di bloccare progetti importanti a favore della città, ha il benservito a mezzo stampa, e nessuno, a cominciare dal Pd, dice nulla!”.

“Oggi va  tutto come prima o ancora più lentamente…Basta non disturbare. Accolgo con favore, a nome dell’Italia dei Valori, l’esigenza di una nuova stagione politica, da costruire partendo da subito su un piano di pari dignità e di maggiore collegialità, che ponga al centro i bisogni veri degli aquilani: Lavoro, sicurezza e moralità”, conclude De Santis.