L’AQUILA – “Cosa ha fatto il sindaco Massimo Cialente per garantire la sicurezza dei cittadini da quando, nel maggio 2014, ha scritto alla Procura Regionale della Corte dei Conti e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, denunciando il fatto che quasi 5 mila isolatori sismici sui 7 mila montati a L’Aquila, al di sotto delle piastre del Progetto C.a.s.e., non sono omologati né omologabili, ed anche palesemente difettosi?”.

A chiederlo è il consigliere di opposizione al comune dell’Aquila Giorgio De Matteis, L’Aquila città aperta, sventolando una lettera del sindaco del maggio 2014, ma anche copie di articoli che riferiscono di una seconda e recentissima missiva, con identica denuncia sul malfunzionamento dei dissuasori sismici, le “molle” inserite nelle fondazioni  dei 19 quartieri del progetto Case, edifici per assorbire la forza di un eventuale sisma.

“Alla prima lettera – spiega subito De Matteis – Cialente non mi risulta abbia avuto mai una risposta, e non la avrà temo nemmeno alla seconda lettera”.

Intorno agli isolatori sismici c’è un processo in corso. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Fabio Picuti, una delle ditte coinvolte, la Alga spa, ha fornito 4.896 dei circa 7.300 isolatori complessivi e li ha consegnati privi dei certificati di omologazione e qualificazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e delle protezioni da umidità e polvere. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato nell’ottobre 2015 la condanna a 1 anno di reclusione con l’accusa di frode nelle pubbliche forniture nei confronti di Mauro Dolce, già responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e..

Nel procedimento altri due imputati che, a differenza di Dolce, hanno optato per il rito ordinario, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente della Alga Spa.

Nella lettera del 2014 Cialente ricorda ai mittenti i contenuti degli atti processuali, sottolineando che “il danno arrecato a Comune proprietario dei complessi edilizi risulta ben superiore al mero importo della firnitura, di euro 7,2 milioni di euro, in quanto il danno cagionato corrisponde alla totalità della spesa che il comune dovrà affrontare per eliminare i 4.896 isolatori forniti dalla Alga spa e operazione quest’ultima che comporterà la rimozione degli stessi e la sostituzione con altri a norma”.

Nel dare notizia di una nuova lettera, Cialente ha dichiarato ad un quotidiano locale che “il governo dovrà fare un’istruttoria  sul problema degli isolatori sismici, prima di tutto. Sappiamo che non sono a norma perché non hanno superato il collaudo, e una parte di questi, non sappiamo quali sono, si rompe. Abbiamo per questo scritto a Roma per chiedere di aprire tutti gli isolatori e vedere dove stanno quelli difettosi. Li possiamo tenere oppure sarà un problema usarli in futuro? Questo è un nodo che deve sciogliere Roma”.

Da qui il sarcasmo di De Matteis: “il governo non credo che risponderà, nè scioglierà nessun nodo, visto che ora il Progetto C.a.s.e. è stato improvvidamente acquisito al patrimonio del Comune dell’Aquila. Il ‘pacco’ insomma ce lo siamo già preso, con tutti i costi proibitivi di gestione, e manutenzione. Per di più il C.a.s.e. non potrà essere abbattuto, visti quello che è costato  di fondi europei, nè potrà generare profitti, perchè sempre per l’Europa, non può configurarsi come aiuto di Stato”.

La frittata è stata fatta, vuole insomma dire De Matteis, ma almeno sugli isolatori non si puo scherzare, né temporeggiare, perché ne va della sicurezza dei cittadini.

“Se le ‘molle’ non sono omologate e se c’è il forte rischio che siano difettose, cosa potrebbe accadere nel caso si verifichi un nuovo terremoto? Sono passati due anni dalla prima lettera di Cialente, e gli isolatori non sono stati rimossi o sostituiti, e non sono state attuate opere edilizie destinate a conferire idonea resistenza agli edifici”.