PESCARA – “La persona adatta per le attitudini personali di flessibilità, della plurale esperienza dirigenziale, nonché del personale patrimonio di curiosità e creatività culturale che lo caratterizza, anche nel quadro della sua autonomia di pensiero ed effervescenza di valutazioni”.

 Con questa motivazione, il presidente Luciano D’Alfonso ha proposto alla Giunta e ottenuto la nomina  di Giancarlo Zappacosta a dirigente del servizio “Europrogettazione, rapporti con gli uffici dell’Unione Europea, raccordo con la sede di Bruxelles” afferente al Dipartimento della Presidenza e rapporti con l’Europa, con sede a Pescara. 

Una mossa a sorpresa, visto che con una delibera di giunta del 19 gennaio D’Alfonso aveva esautorato da ogni incarico il super capodipartimento Zappacosta, che si occupava di cultura, trasporti, infrastrutture e turismo. A seguito di screzi con Zappacosta, facile ad esternazioni e “valutazioni effervescenti” non sempre in linea con le linee di governo regionale, in particolare sui criteri con cui elargire i fondi alle associazioni culturali.

Il super dipartimento in capo a Zappacosta è stato dunque scorporato, assegnando le Infrastrutture, Trasporti, Mobilità, Reti e Logistica a Maria Antonietta Picardi, e stabilendo che “nelle more della definizione della titolarità del dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggi” è conferita alla Picardi “la reggenza del medesimo dipartimento”. Zappacosta si era dunque ritrovato di fatto senza deleghe, e si era rivolto ad un legale. 

A schierarsi con Zappacosta il sindacato dei dirigenti Direr. 

Ora però Zappacosta ritrova un incarico di prestigio, se pure non parificabile a quello di super capodipartimento. 

 “La competizione per l’aggiudicazione di finanziamenti europei – spiega poi D’Alfonso – rende necessario avvalersi di figure motivate, capaci di garantire un costante aggiornamento culturale sulle strategie europee poste a base delle misure di sostegno, nonchè esperte nella creazione di partenariati istituzionali a valenza nazionale e internazionale”.

“Un lavoro – conclude il presidente – eseguibile anche per via digitale, modalità che Zapacosta conosce molto bene per l’uso quotidiano che ne fa”.