L’AQUILA – “Siamo alle comiche finali: solo i regimi si autocelebravano, ma poi hanno fatto tutti una brutta fine. Chiodi e la sua coalizione sono già un capitolo chiuso per gli abruzzesi, non sono più maggioranza tra la gente, ne prendano atto, del resto ciò lo ha sancito recentemente il sondaggio del Sole 24ore, Chiodi ultimo in Italia. Noi ci occupiamo di futuro”.
Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, commenta la conferenza stampa del presidente Gianni Chiodi di bilancio sul secondo anno di attività.
Poi il giudizio si fa più duro e l’esponente del Pd inizia a incalzare: “Ventiquattro mesi fa, prima di Chiodi – riprende D’Alessandro – c’erano più imprese, più lavoratori occupati, meno disoccupazione, più imprese attive. Dopo Chiodi, oggi, sono aumentati i disoccupati, diminuite imprese e ricchezza, la cassa integrazione è aumentata di oltre il 400 per cento”.
“La crisi – sottolinea – ha colpito anche le altre Regione, ma quella che ha subito i maggiori effetti è stata la nostra insieme alla Sardegna, perché nulla è accaduto in questo periodo”.
“In 24 mesi – incalza D’Alessandro – il Cipe, cioè l’organismo ministeriale che stacca gli assegni per le opere pubbliche si è riunito 8-9 volte e mai, neanche una volta, ha approvato il finanziamento di una opera infrastrutturale per l’Abruzzo, ci troviamo ancora al caro amico”.
“Sulla sanità – insiste l’esponente del Pd – Chiodi ha approvato atti di dubbia legittimità trascinando l’Abruzzo in contenziosi che, per ora, hanno dato torto a lui e sospeso gli atti assunti: soldi e tempo perso, tutto da rifare. Sul debito vorrei chiarire che se uno ha un mutuo e paga le rate è evidente che il debito scende, cioè in questi mesi Chiodi ha solo pagato rate di ristrutturazioni di debito fatti da altri”.
“Sul fronte politico – afferma D’Alessandro – dopo che un partito, il Pdl, ha eletto 24 consiglieri su 27 di maggioranza l’Abruzzo si aspettava conseguente stabilità politica, invece cosa è accaduto? Sei mesi per nominare due assessori e, forse a giugno, si ricomincerà da capo, divisioni anche sulla nomine di un capogruppo, tensioni continue in Consiglio, mancanza continua del numero legale”.
“E sulla sanità – conclude D’Alessandro – basta leggere questa tabella pubblicata da chiodi che lo smentisce su tutto. Tra il 2009 e il 2010 Chiodi è stato commissario, prima di lui altri e con altri risultati”.




