PESCARA – L’Aquila “vive una condizione drammatica: è diventata quasi un simbolo di quello che chiamerei anziché il governo del fare, il governo del dire le bugie, il governo del mentire”.

Lo ha detto Massimo D’Alema, a margine di un incontro con i cittadini a Pescara.

Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se questa sera sarebbe andato all’Aquila “per la ricostruzione”, D’Alema ha detto che è nel capoluogo abruzzese “per una manifestazione e non per la ricostruzione. Non vorrei fare come Berlusconi – ha aggiunto – che siccome vado all’Aquila la ricostruisco”.

“Noi abbiamo scelto L’Aquila come sede di un festival nazionale della cultura del Partito democratico – ha aggiunto – proprio per riproporre l’attenzione di tutta la società italiana sul dramma dell’Aquila e sulla necessità di un grande impegno nazionale per la ricostruzione e per rimettere in piedi un centro storico tra i più belli e tra i più preziosi d’Italia, che è rimasto distrutto e abbandonato”.

<span class=’Apple-style-span’ times=” new=” style=’line-height: normal; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; “Pare difficile definire come una vittima un signore che corrompendo un magistrato porta a casa un enorme bottino – ha proseguito – che poi è costretto a restituire in parte. Siamo di fronte ad una vicenda sulla quale, forse, Berlusconi dovrebbe arrossire più che protestare. Non vedo cosa c’entri la politica. Speriamo che paghi, così forse avrà meno soldi da spendere per organizzare campagne di diffamazione contro i suoi avversari politici”

<span class=’Apple-style-span’ times=” new=” style=’line-height: normal; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; <span class=’Apple-style-span’ times=” new=” style=’line-height: normal; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; “GOVERNO E’ INESISTENTE, SITUAZIONE PAESE GRAVISSIMA”

 

 

<span class=’Apple-style-span’ times=” new=” style=’line-height: normal; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; APPALTI ENAC: “NON COINVOLTI, SOLO CAM<span class=’Apple-style-span’ times=” new=” style=’line-height: normal; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; P<span class=’Apple-style-span’ times=” new=” style=’line-height: normal; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; AGNA MEDIATICA”

Sul caso degli appalti Enac, D’Alema ha così risposto: “Non sono coinvolto in nessuna inchiesta, chi lo scrive deve risponderne a un magistrato. Nessuno ha chiamato in causa dal punto di vista giudiziario la fondazione Italianieuropei né il Partito Democratico. C’è una campagna mediatica, in particolare sui mezzi d’informazione di Silvio Berlusconi, ma credo che lui farebbe bene ad occuparsi delle sue più corpose questioni giudiziarie”. è stato per un anno un nostro collaboratore, collaborazione che si è esaurita alla fine dell’anno scorso. Sono questioni certamente che meritano di essere chiarite e che coinvolgono responsabilità personali”.

Rispondendo ai cronisti che chiedevano chiarimenti circa i voli offerti, D’Alema ha detto che “nessuno ci ha offerto nulla, i voli erano regolarmente pagati da Morichini, il quale era un nostro consulente. Molto rumore – ha sottolineato -, per il resto siamo fiduciosi che la magistratura farà chiarezza. Abbiamo fiducia nella magistratura. Non sono preoccupato, l’unica cosa che preoccupa è l’uso mediatico che se ne fa, ma anche questo è noto perché purtroppo da noi l’informazione è pesantemente inquinata”. Per quanto riguarda i Paganelli, infine, D’Alema ha detto “si, li avrò certamente incontrati, non dubito”.

LEGGE ELETTORALE: “NOSTRA PROPOSTA E’ LEGGE A DOPPIO TURNO”

Per quanto riguarda la legge elettorale “noi abbiamo presentato una proposta del Partito democratico: proponiamo una legge a doppio turno, sicuramente maggioritaria, ma che consenta anche la rappresentanza delle forze minori, come è giusto che sia, e su questo siamo tutti uniti”.

“Ritengo che noi dobbiamo cercare di liberarci di una pessima legge elettorale – ha precisato D’Alema. Ho sempre pensato che le soluzioni per il nostro paese potrebbero essere due: una che io preferisco, ovvero il sistema elettorale a doppio turno, che evita il ricatto delle forze minori; l’altra è il sistema tedesco, che con lo sbarramento al 5 per cento non è definibile un sistema proporzionale”.

” Il problema drammatico – ha sottolineato – è che noi abbiamo creato un sistema maggioritario che rende enorme il potere dei partiti piccoli, il che è un paradosso”.

Sottolineando che i referendum abrogativi sono “molto complessi dal punto di vista tecnico giuridico ed è dubbio che la Corte Costituzionale ne ammetta i quesiti”, D’Alema ha detto di non aver firmato “nessuno dei due”.

“Non sono delle proposte – ha concluso – sono dei referendum abrogativi che hanno come obiettivo quello di demolire la legge attuale, il cosiddetto ‘porcellum'”.

P4: “BERLUSCONI RESTA PERCHE’ PERDEREBBE ELEZIONI”

C’è spazio per parlare anche dello scandalo P4.

“C’è un confuso e torbido mescolamento tra politica e vicende giudiziarie che toccano anche delicati corpi dello stato – ha commentato D’Alema – è chiaro che in questa situazione il governo se ne dovrebbe andare, ma è anche evidente che Berlusconi cerca di rimanere lì perché capisce che se lui se ne va e il paese va verso le elezioni, lui le perde”.

Per evitare questo, secondo D’Alema, Berlusconi “si è barricato in parlamento con una maggioranza posticcia, formata da un gruppo di transfughi, una maggioranza che c’è e non c’è. QUesto è un governo ‘autoreggente’. Dobbiamo mettere in conto che questa situazione ancora per qualche mese si trascini, con tutti i rischi che questo comporta per il Paese. Questo significa, a mio giudizio, che l’opposizione dovrebbero avere la responsabilità di cominciare a costruire un’alternativa di governo”.

Per D’Alema, “tutto questo intreccio di vicende giudiziare merita di essere valutato con una certa prudenza” perché non è”una vicenda così limpida. Non c’è di mezzo solo la politica, c’è di mezzo un conflitto drammatico che nasce dalla Guardia di finanza. Una cosa che tocca delicati corpi dello Stato, che sono al tempo stesso quelli che conducono le indagini e quelli che sono sotto indagine”.

D’ALEMA ALL’AQUILA: “BERLUSCONI HA USATO SISMA COME SPOT PUBBLICITARIO”

Intervenuto all’Aquila per la serata finale del festival della Cultura del Pd al parco del Sole, D’Alema ha risposto alle domande dei giornalisti prima di un dibattito pubblico.

“L’Aquila è una testimonianza concreta del governo del non fare – ha affermato – ed è stata scelta da Berlusconi come occasione per un giantesco spot pubblicitario, ma finita la pubblicità sono rimasti i problemi. Il problema dell’Aquila non era di dare alloggio agli sfollati, ma di recuperare uno dei centri storici più preziosi e più grandi del Paese”.

“Non so se la raccolta firme avrà la possibilità di essere trasformata in legge – ma è stata una iniziativa importante, dal basso, voluta dai cittadini. Siamo in una fase parlamentare confusa, la cosa migliore sarebbe che questo governo se ne andasse e che si eleggesse un altro parlamento, per il bene di tutti e degli aquilani”.

“QUESTA EUROPA NON SI OCCUPA DI SVILUPPO E LAVORO”

D’Alema si è detto “critico nei confronti dell’Europa che si riduce solo alla moneta unica e al mercato unico, un’Europa che non ha una politica comune per lo svilppo, per il lavoro, per il sociale e per la politica estera”.

Sul record europeo delle privatizzazioni firmato dal centronisinistra italiano e sul vero ruolo di un partito di sinistra, D’Alema ha risposto: “non credo che un partito di sinistra dovesse difendere l’Iri o il sistema delle partecipazioni statali in Italia. Semmai, il vero problema era quello di accompagnare, attraverso adeguate liberalizzazioni, questo processo, in modo da ottenere alla fine dei vantaggi per gli utenti. In alcuni casi non è avvenuto, ma in altri, come nella privatizzazione delle telecomunicazioni, un successo, è cresciuta l’occupazione e anche la qualità dei servizi”.

Una battuta anche sulla situazione italiana rispetto alla crisi che ha travolto Grecia e Portogallo.

“L’Italia è un Paese più forte della Grecia e del Portogallo, ma da noi non ripartono né crescita, né lavoro. Il governo non ha fatto nulla per sostenerli. Come se ne esce? Ci vorrebbe una conferenza per spiegarlo”.

Un’ultima risposta sulla proposta del giornalista Marco Travaglio di rendere pubblico l’elenco dei finanziatori della fondazione Italiani Europei.

“Quella è l’unica fondazione culturale costituita sulla base della legge e che quindi rende pubblici i suoi bilanci e deposita tutti gli atti presso le cancellerie dei tribunali e presso le prefetture. Non lo fa nessuno, le altre sono delle associazioni non soggette a certi vincoli. Per quanto riguarda la pubblicazione dei nomi di chi contribuisce, la legge sulla privacy non me lo consente, è il caso che certe leggi le ripassi anche Travaglio”.

 

“Sono tempi di grande preoccupazione, perché la situazione del Paese è gravissima e siamo privi di un governo. C’è una rissa di tutti contro tutti. Il Paese è senza una guida seria, una guida credibile, siamo di fronte al fallimento del governo Berlusconi, il fallimento di una politica, il fallimento di una visione del Paese, il fallimento di un populismo che ha promesso tutto a tutti, con meno tasse, più lavoro, L’Aquila ricostruita, i rifiuti, e non ha realizzato nulla”.

Secondo D’Alema “il Governo non c’è, c’è una rissa, uno scontro. Credo che sia difficile immaginare, nel mondo, un governo in cui, mentre è in corso una conferenza stampa, insieme si danno del cretino l’uno con l’altro, mentre sono seduti allo stesso tavolo di fronte ai giornali. La sensazione di confusione, di mancanza di una guida politica – ha sottolineato – ha raggiunto livelli non tollerabili”.

“Però sono anche tempi di speranza – ha affermato – perché dal Paese, dai cittadini, viene una forte volontà di cambiare le cose. Direi che la politica conosce questi due sentimenti: la preoccupazione, ma anche la speranza, perché c’é un vento nuovo nel paese e questo lo si avverte concretamente”.

MANOVRA: “GOVERNO PRESENTA A ITALIANI CONTO CRISI”

Dopo aver detto che la crisi economica non c’era, ora “il Governo presenta, con ritardo, il conto agli italiani di quella crisi – è il pensiero di D’Alema – con una manovra da 60 miliardi, pochi adesso che ci sono loro e molti da pagare dopo quando loro non ci saranno più”.

“Siamo di fronte a uno spettacolo di irresponsabilità che va al di là delle peggiori attese”.