L’AQUILA – “Si considera la disoccupazione come una colpa. Se non hai un lavoro, io ti sostengo di meno. E di conseguenza taglio ancora di più lo stato sociale”.
Interviene così sul passaggio dal Reddito di cittadinanza alla M.i.a. (Misura di inclusione attiva) Savino Balzano, sindacalista classe 1987 che si occupa di diritto del lavoro, autore, tra l’altro, di libri come Contro lo Smart Working (Laterza, 2021) e Pretendi il Lavoro! L’alienazione ai tempi degli algoritmi (Gog, 2019).
“Il governo Meloni – spiega Balzano – taglia di 3 miliardi di euro i fondi stanziati per il Reddito di cittadinanza. Si passa da 8 miliardi di euro l’anno a 5 miliardi. Questo nonostante l’Istat certifichi che il Reddito di cittadinanza, spesso considerata una misura da voto di scambio, ha sottratto alla povertà circa un milione di persone”
“Inoltre – prosegue – la M.i.a. va ad abbassare la soglia Isee per l’accesso a questo sussidio”
“Siamo quindi di fronte a un corto circuito, con da un lato il Reddito di cittadinanza che ha sottratto la povertà delle persone, dall’altro una nuova misura che dice ciò che era povero fino a ieri non sarà più povero domani. Per me è tutto sbagliato”, conclude Balzano.






