L’AQUILA – Una Curia aquilana gestita da pochi eletti, sodali dell’arcivescovo monsignor Giuseppe Petrocchi, nella quale, però, aleggia sempre l’ombra di monsignor Giovanni D’Ercole, che fu vescovo ausiliare nel periodo dell’emergenza sisma e ora è titolare della Diocesi di Ascoli Piceno, città d’origine proprio di Petrocchi.

Questi gli spifferi che trapelano da fonti curiali che si lamentano della situazione complessiva, gravata da una forte situazione debitoria, anche se Petrocchi parla di dimezzamento da 6 a 3 milioni, comunque uno sproposito.

Al profondo rosso in bilancio fa da contraltare la ghiotta possibilità di assegnare o far assegnare appalti milionari e incarichi proficui a imprese e tecnici di fiducia.

Un “cerchio magico” dove si entra solo se invitati, come negli ultimi mesi accaduto alla società “Il Cenacolo” di Roma, che si è aggiudicata parecchi lavori, forte anche di un curriculum che l’ha vista lavorare in passato a Pompei e al Pantheon, oltre che alla chiesa delle Anime Sante a piazza Duomo.

Tra gli accoliti più vicini a Petrocchi, sempre con la benedizione di D’Ercole, ci sono don Bruno Tarantino, responsabile della ricostruzione, direttore dell’ufficio tecnico, parroco di Gignano e San Marciano, uomo vicinissimo a D’Ercole, che lo ha nominato e poi fatto confermare dal suo successore; Michele Frasca, avvocato di fiducia di Latina dove il presule ha guidato la Curia per oltre 15 anni; Augusto Ippoliti, presidente del Consorzio Sant’Emidio, quello del Duomo, ex dipendente della Curia, finito in difficoltà dopo essere stato indagato nell’inchiesta della procura della Repubblica aquilana sulle procedure di ricostruzione dei beni culturali e religiosi; Christian Rubino, architetto che fino a 40 anni è stato arbitro di calcio della sezione di Roma 2, e che proprio all’Aquila con la Chiesa ha cominciato la sua esperienza da tecnico.

Nomi, questi, assieme a quello dell’impresa Il Cenacolo, che ritornano frequenti in alcuni lavori affidati per le chiese del “cratere” danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009 e da ricostruire a suo di milioni. Basta fare qualche esempio per capirlo.

Per la chiesa del popoloso quartiere di Pettino i lavori se li è aggiudicati la Edilco Srl ma, secondo quanto appreso, avrebbe subìto forti pressioni dalla Curia per inserire come subappaltatore Il Cenacolo. 

L’architetto Rubino e l’ingegnere Antonio Masci erano rispettivamente i progettisti e direttore dei lavori.

La chiesa di Arischia, i cui lavori sono di tipologia mista, perché finanziati con i fondi dell’8 per mille, pure è finita in mano al Cenacolo per la parte pubblica. Il rup della parte pubblica è Rubino, il responsabile dei lavori della parte privata Masci, i progettisti la società Tecnoart. Direttore dei lavori è l’architetto Simona Turilli, responsabile sicurezza è l’ingegner Francesco Sarcina, responsabile di cantiere il perito industriale Fabio Mattolini.

In quella frazione si è sfiorato l’incidente diplomatico: in prima battuta la gara privata è stata aggiudicata a Massimo Mancini, costruttore di origine aquilana e vice presidente dell’Aquila Calcio e che vedeva coinvolto anche l’altro imprenditore e già legato al club rossoblù Elio Gizzi, come proprietario di parti del consorzio.

Ma tutto si è via via fermato e insistenti pressioni Curia avrebbero finito per ribaltare il verdetto a favore della Svedil, che ha già svolto i lavori alla chiesa di Gignano, dove il parroco è Tarantino.

Quest’ultima, tra l’altro, è l’unica finanziata con fondi della Caritas, all’uopo tolti, secondo quanto si è appreso, alla realizzazione del Centro parrocchiale da tutt’altra parte, a Preturo.

A Tione degli Abruzzi, nella parte privata ha vinto Il Cenacolo, il rup nonché responsabile lavori è Masci, il progettista Rubino.

A Sant’Eusanio Forconese, un’altra gara pubblica dell’8 per mille, i lavori sono andati all’impresa Cricchi di Rieti, coinvolta nell’inchiesta giudiziaria “Betrayal” sulle presunte tangenti per gli appalti delle chiese; il rup è, in questo caso, l’onnipresente Rubino.

Nelle chiese di Pettino, Tione e Arischia, Ippoliti risulta essere procuratore della Curia e presidente dei consorzi. (red)

LE PRECISAZIONI

“Non esiste alcun cerchio magico”.

Arriva la prevedibile smentita dell’ex vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, all’articolo di AbruzzoWeb sulle ultime aggiudicazioni di lavori della ricostruzione post-sisma delle chiese.

Una nota eloquente rispetto al silenzio assoluto della Curia arcivescovile del capoluogo.

Anche uno dei professionisti citati nell’articolo, l’architetto Simona Turilli, ha contattato la redazione per dissociarsi dal “presunto contesto non chiaro di assegnazione di lavori”.

Questo giornale ribadisce la correttezza del proprio operato con l’acquisizione di informazioni e la loro verifica.

LA NOTA DEI LEGALI DI D’ERCOLE

Interveniamo in nome e per conto di sua eccellenza monsignor Giovanni D’Ercole vescovo di Ascoli Piceno in relazione all’oggetto epigrafato.

1) non esiste alcun cerchio magico

2) non esiste alcuna ombra di sua eccellenza sui lavori definiti come milionari

3) sua eccellenza non ha fatto confermare nessuno dal successore presso la curia di l’aquila

4) sua eccellenza si occupa della diocesi di Ascoli Piceno dall’aprile 2014 ed è estraneo alle vicende economiche della diocesi di L’Aquila retta con attenzione da monsignor Giuseppe Petrocchi

5) alcuna contestazione è stata mai rivolta a sua eccellenza per la questione dei lavori cui fa cenno l’articolo

6) con i nominativi menzionati si sono intrattenuti esclusivamente rapporti istituzionali

7) mai alcuna pressione è stata rivolta da sua eccellenza per i fatti riportati nell’articolo

Al di là della smentita a cui paradossalmente si è costretti attesa la chirurgica attribuzione di fatti e circostanze del tutto destituite di fondamento (inclusi gli spifferi che sono sinonimi esclusivi di maldicenza spicciola) mi preme osservare che la assoluta gravità delle indicazioni e dei giudizi espressi nel titolo e nel portato dell’articolo oggetto di smentita nei confronti di sua eccellenza, comportano lesione all’onore al decoro della persona e alle funzioni ricoperte che dovranno trovare tutela in questa fase con la presente granitica smentita.

Sua eccellenza è estraneo non solo a qualsiasi fatto che possa essere ritenuto di interesse ma anche a qualsiasi dietrologia che possa essere costruita dietro un fatto inesistente.

Dobbiamo pertanto richiamare l’attenzione della testata al rispetto ovvio dei fatti, ma soprattutto al rispetto della persona.

Sua eccellenza valuterà il prosieguo della vicenda.

Distinti saluti
Avv. Amedeo Ciuffetelli
Avv. Giuseppe Falciani

LA NOTA DELL’ARCHITETTO TURILLI

Preg.ma Redazione,
in relazione all’articolo apparso, in data odierna, sul Vostro sito Internet, avente per oggetto “CURIA L’AQUILA, ECCO IL CERCHIO MAGICO; L’OMBRA DI D’ERCOLE SUI LAVORI MILIONARI”, la scrivente sottolinea l’assoluta inopportunità di associare il proprio nome nel presunto contesto non chiaro di assegnazione di lavori da parte della Curia Arcivescovile de L’Aquila.

Solo a titolo informativo, rappresenta che l’incarico di “direzione lavori” indicato nell’articolo in argomento, è l’unico assegnatole (a seguito di iscrizione a un elenco di professionisti a cui affidare tali incarichi e dopo una REGOLARE GARA PUBBLICA!!!!!!).

Pertanto, atteso il danno d’immagine arrecatomi, Vi esorto a pubblicare un nuovo articolo a rettifica di quanto riportato, dal quale si evinca in modo inequivocabile la mia totale estraneità ai fatti citati.

La presente, a titolo di DIFFIDA AD ADEMPIERE.

In caso di mancato riscontro entro le prossime ventiquattro ore la scrivente adirà le vie legali.
Arch. Simona TURILLI.