L’AQUILA – Si trova all’Aquila uno dei sei centri in Italia in cui viene utilizzata un’innovativa tecnica per la cura delle emorroidi, patologia che secondo recenti studi  affligge una percentuale di popolazione adulta che va dal 30 al 50 per cento.

Archiviato il tradizionale trattamento chirurgico, presso la clinica Villa Letizia a Preturo (L’Aquila) il dottor Alessandro Mastromarino, specializzato in chirurgia vascolare, ha recentemente adottato una metodologia mini invasiva che, attraverso, l’utilizzo di un macchinario  laser di  ultima generazione garantisce una risoluzione della sintomatologia in oltre il 94 per cento dei casi, eseguibile senza anestesia e su tutti i tipi di pazienti, con un decorso post operatorio indolore, assenza di complicanze; dopo un breve intervento, eseguibile ambulatorialmente in quindici minuti, il paziente viene dimesso e nell’arco di un paio d’ore al massimo “riprende le normali attività quotidiane, comprese quelle sportive”.

Il laser è l’alleato in più per la medicina anche per la cura di un’altra fastidiosa patologia, quella dell’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, la cui espressione più diffusa è rappresentata dalla comparsa delle varici comunemente note come ‘vene varicose’.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Mastromarino di  illustrarci quali sono i progressi tecnologici e i vantaggi per il trattamento di queste due problematiche.
 
Dottor Mastromarino ci può dire cosa sono le vene varicose e le emorroidi?

Le vene varicose o varici sono delle vene dilatate e tortuose localizzate a livello degli arti inferiori mentre le emorroidi sono l’equivalente delle vene varicose localizzate però a livello ano-rettale. Sono delle patologie estremamente frequenti tanto che dati recenti della Letteratura indicano una frequenza delle vene varicose di circa il 25 per cento nelle donne e di circa il 15 per cento negli uomini fino ad oltre il 50 per cento nelle persone con età superiore ai 50 anni.

Le emorroidi sono altrettanto diffuse tanto che si stima una frequenza nella popolazione generale adulta variabile dal 30 per cento al 50 per cento. Probabilmente sono anche più frequenti di quello che si pensa ma, a causa della delicatezza della patologia per l’imbarazzo che essa può suscitare nelle persone affette, spesso rimane misconosciuta.

Entrambe le patologie si possono riscontrare in qualunque età, le emorroidi anche nei bambini, ma la fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 40 e i 60 anni.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale che di solito spinge il paziente affetto da emorroidi dal medico è rappresentato dal sanguinamento che si verifica durante la defecazione e che molto raramente è spontaneo. Altro sintomo abbastanza frequente è rappresentato dal dolore in regione coccigea, dolore che, durante la cosiddetta “crisi emorroidaria” è estremamente violento tanto da impedire in alcuni casi le normali attività quotidiane.

Sintomi meno specifici ma altrettanto importanti per i pazienti sono il prurito, il bruciore, il senso di peso e il tenesmo, vale a dire la sensazione di dover evacuare senza che poi vi sia una reale defecazione. Per quanto riguarda le vene varicose il sintomo più frequente è il senso di peso con vago dolore alle gambe e il gonfiore che si accentuano nelle ore serali e nei periodi caldi dell’anno.

Sintomi che indicano una maggiore gravità della patologia sono la comparsa visibile delle vene varicose,  i crampi notturni, il prurito che è localizzato di solito alle caviglie, i cambiamenti di colore della pelle che sono il preludio di una delle complicanze delle vene varicose, le ulcere.

Cosa deve fare un paziente che riscontri questi sintomi?

Senza dubbio la cosa da fare è una visita specialistica. Nel caso delle vene varicose la diagnosi deve essere sempre completata  con l’esecuzione di un ecodoppler, una sorta di ecografia delle vene, che ci permette di confermare la diagnosi e di stabilire quale terapia adottare. Nel caso delle emorroidi la visita si accompagna di solito all’anoscopia, che ci permette di visualizzare le emorroidi interne e la presenza di eventuali patologie associate come le ragadi o le fistole.

La visita è inoltre molto importante al fine di valutare se vi è la necessità di completare l’iter diagnostico con esami strumentali più complessi come la colonscopia. Questo perché bisogna sempre, nel caso non si diagnostichi una franca patologia emorroidaria, escludere che la causa del sanguinamento, in particolare in persone di età superiore a 50 anni,  possa essere una patologia neoplastica.

Queste patologie come si curano?

Partiamo dal concetto che chi è affetto da vene varicose e da emorroidi non si libererà purtroppo completamente dal problema. Sono infatti delle patologie che, nel corso della vita del paziente, si possono ripresentare. 

La terapia medica per entrambe  serve soltanto a migliorare i sintomi. Ma è solo la terapia chirurgica che può risolvere il problema in maniera più o meno definitiva.

La terapia chirurgica infatti, in particolare per le vene varicose, è fondamentale per evitare le complicanze che possono essere anche molto gravi come le tromboflebiti che, se vanno a coinvolgere il circolo venoso profondo si possono associare ad embolie polmonari. Per quanto riguarda le emorroidi invece l’intervento chirurgico è senza dubbio importante per eliminare tutti i sintomi e migliorare decisamente la qualità della vita del paziente che ne è affetto.

A proposito di intervento chirurgico, parliamo di questa nuova tecnica di trattamento, il laser. Di cosa si tratta e quali vantaggi ha rispetto agli altri interventi chirurgici?

Il trattamento laser delle vene varicose è ormai una tecnica in uso da oltre 10 anni. E’ una tecnica estremamente efficace tanto che in una recente pubblicazione internazionale che ha preso in considerazione questi 10 anni di trattamento, ha confermato che il laser è più efficace anche del vecchio intervento chirurgico di stripping in cui la vena viene sfilata, sia in termini di risultati a distanza che in termini di minori complicanze. I vantaggi rispetto allo stripping sono notevoli. 

L’intervento laser viene eseguito in anestesia locale, non si effettuano tagli e di conseguenza non vi sono antiestetiche cicatrici. Inoltre ripresa della deambulazione è pressoché immediata con un rapido ritorno alle normali attività. Esistono però dei parametri ben precisi per poter effettuare l’intervento per cui è conveniente, nel caso in cui vi sia la necessità di intervenire, non rimandare a lungo il trattamento in quanto nei casi di sfiancamento molto avanzato della vena, l’intervento laser non può più essere effettuato e l’unica soluzione possibile è il classico intervento chirurgico di stripping. Mi preme a questo punto fare delle precisazioni.

Spesso i pazienti affetti da varici non si sottopongono all’intervento perché “tanto le vene varicose riescono” oppure perché dicono “ ma se tolgo la safena  dopo il sangue da dove passa?” o ancora “ mi hanno detto di non togliere la safena perché un giorno mi potrebbe servire per dei by-pass al cuore!” Bene. E’ vero che le vene varicose possono ripresentarsi ma nel caso questo avvenga sono rami secondari molto meno importanti e rischiosi di una safena malata. 

Per quanto riguarda il passaggio di sangue le safene (le due safene interne e le due safene esterne) contribuiscono soltanto per 1/10 al ritorno venoso del sangue che viene garantito per la maggior parte dal circolo venoso profondo ed inoltre la safena malata non effettua più questa funzione e tanto meno può essere utilizzata per un  by-pass! Quindi l’unica cosa da fare nel caso si accerti che quella safena non funziona più è escluderla  togliendola o chiudendola per evitare tutte le complicanze legate al suo non funzionamento.

Invece il trattamento laser delle emorroidi?

L’intervento laser delle emorroidi è una tecnica recente nata circa 4 anni. Per i pazienti affetti da emorroidi rappresenta una vera svolta. L’intervento infatti presenta dei vantaggi enormi rispetto al trattamento chirurgico tradizionale ed anche rispetto all’intervento basato sulle legature. Infatti viene eseguito senza l’utilizzo di alcuna tecnica anestesiologica perché è indolore in quanto si interviene in una zona del retto che non presenta fibre del dolore. Il decorso post-operatorio è pressoché inesistente in quanto il paziente riprende immediatamente dopo l’intervento  tutte le sue normali attività, sportiva compresa senza alcun disturbo. Se si pensa al calvario a cui erano sottoposti con l’intervento tradizionale si comprende bene l’efficacia di tale trattamento!

L’intervento consiste nel chiudere con il laser le arteriole che vanno ad irrorare i plessi venosi emorroidari che, non essendo più riforniti di sangue, si sgonfiano progressivamente fino alla loro ostruzione con conseguente eliminazione dei sintomi.

Si può effettuare con efficacia per emorroidi fino al III grado. Nel IV grado non vi è indicazione al trattamento in quanto il prolasso del plesso emorroidario non può essere corretto anche se i sintomi spesso passano ugualmente.

Alla fine del 2010 è stato pubblicato un lavoro scientifico che ha mostrato i primi risultati ottenuti su circa 300 pazienti trattati. Si è avuta la risoluzione della sintomatologia nel 94% dei casi con controllo medio a 6 mesi, a dimostrazione della assoluta efficacia di tale procedura. Attualmente i Centri in Italia che effettuano questa tecnica sono soltanto 5 quasi tutti localizzati al Nord fatta eccezione Napoli. A L’Aquila si effettua presso la Casa di Cura Privata “Villa Letizia”. (g.a.)