L’AQUILA – Come ampiamente preannunciato, l’assemblea dei soci del Centro turistico del Gran Sasso ha sfiduciato il presidente della società con il capitale interamente di proprietà del Comune dell’Aquila, Alessandro Comola.
Al suo posto viene promosso Umberto Beomonte Zobel, già componente del consiglio di amministrazione del Ctgs, che nei giorni scorsi aveva rimesso il mandato nelle mani del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, unitamente all’altro membro, Nunzio Buzzi, confermato nel suo ruolo. Entrambi avevano presentato le dimissioni su richiesta del sindaco per forzare la mano nei confronti di Comola.
Il posto rimanente, invece, va al dirigente del settore Ricostruzione pubblica del Comune dell’Aquila Mario Di Gregorio.
“In questo modo ho voluto creare un trait d’union più forte e costante tra Comune e Ctgs. L’incarico sarà fino ad aprile 2013 e i compiti del nuovo cda sono diversi”, ha detto Cialente.
“Innanzitutto bisogna convocare immediatamente un’assemblea del personale per verificare lo stato dell’arte ed eventuali esuberi – ha aggiunto – e poi mi aspetto un piano industriale”.
L’avvocato genovese non si è presentato all’appuntamento di questa mattina, è saltato quindi il faccia a faccia tra lui e il sindaco, dopo le polemiche infuocate dei giorni scorsi, condite dalla beffa del piano industriale della società, inviato alla stampa sabato scorso alle otto di sera.
Erano invece presenti il collegio sindacale al completo e il direttore, Angelo De Angelis.
A un certo punto ha fatto capolino anche Dino Pignatelli, direttore d’esercizio degli impianti, che ha assicurato una nuova visita dell’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture, chiamato ad accertare il collaudo sulla funivia delle “Fontari”, che due giorni fa aveva richiesto ulteriori dati tecnici.
Se tutto andrà per il verso giusto, ha annunciato ai presenti, probabilmente il 20 dicembre si potrà aprire.
Circostanza confermata da Cialente ad AbruzzoWeb: “gli impianti sono funzionanti, appena l’Ustif darà l’ok apriremo”.
In mattinata, intanto, l’associazione “Gran Sasso 360”, nel corso di una conferenza stampa, ha annunciato l’avvio di una class action da parte degli albergatori e degli operatori turistici per chiedere i danni sul mancato inizio della stagione turistica invernale. Pierluigi Biondi
OPERATORI PRONTI A CLASS ACTION
Una class action per vedere riconosciuti dalla magistratura i danni economici legati alla mancata riapertura degli impianti sciistici e di risalita di Campo Imperatore.
Ad annunciarla sono albergatori e operatori turistici del Gran Sassso, riuniti nell’associazione “Gran Sasso 360”, come spiega il consigliere del sodalizio Enrico Diamanti.
Annunciata prima per giovedì scorso e poi per domenica dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la ripresa dell’attività della seggiovia “Fontari” è slittata a data destinarsi: i tecnici dell’Ustif, organo deputato ai controlli e al collaudo, non hanno dato il via libera per il suo ritorno in funzione.
Una situazione gravissima, come spiegato in una nota dai due capiservizio del Centro turistico del Gran Sasso Fernando Rossi e Attilio Panone che hanno sottolineato le gravi carenze sotto il profilo della sicurezza, ma che ha mandato su tutte le furie il sindaco dell’Aquila che, di contro, ha annunciato di voler chiedere le dimissioni del presidente della società municipalizzata, Alessandro Comola.
Un balletto di responsabilità che ha esasperato chi di turismo vive, o almeno ci prova, ogni giorno, come spiega Diamanti, che ha annunciato il ricorso alle vie legali per veder tutelati gli interessi degli albergatori.
“Siamo stufi di rimpalli di responsabilità e promesse mancate – spiega – Per questo come operatori promuoveremo una class action sicuramente, al massimo entro la prossima settimana. Un pool di avvocati sta studiando contro chi rivolgerla (contro il Comune o il Centro turistico, ndr), ma ci sarà sicuramente”.
Ma l’associazione scende in campo anche al fianco di utenti e sciatori che hanno già sottoscritto gli skipass stagionali: “È evidente che anche gli sciatori hanno subìto un danno – sbotta Diamanti – Per questo siamo a disposizione di tutti gli utenti che hanno comprato le tessere stagionali qualora volessero ottenere il rimborso attraverso una seconda azione collettiva davanti ai giudici”.
Sotto accusa i lavori di revisione ventennale della seggiovia Fontari affidati alla ditta Sacmif di Lallini (che gestisce gli impianti di Campo Felice), unica a rispondere al bando di gara del Comune.
“Mi chiedo perché ci si sia ridotti all’ultimo momento per effettuare queste opere – aggiunge l’esponente di Gran Sasso 360 – visto che sono due anni che si sapeva della manutenzione ventennale. La scusa era quella dei soldi, ma se poi dopo sono stati trovati non vedo dov’era il problema. Mi sembra poi ci siano state quantomeno delle lacune, per non dire poca trasparenza, nell’esecuzione dei lavori, visto che la ditta e il direttore d’esercizio di Campo Imperatore, lavorano per una diretta concorrente”.
Cialente, intanto, chiede la testa di Comola: “Il presidente del Ctgs è solo il capro espiatorio di tutta questa vicenda – conclude Diamanti – La responsabilità è del sindaco, casomai, che lo ha nominato. Il problema è di prospettive in un territorio dove si parla tanto di rilancio turistico e poi si fanno queste figure”. Giorgio Alessandri




