L’AQUILA – Il pm Fabio Picuti ha disposto la chiusura delle indagini sul crollo del palazzo di via XX settembre 79, nel quale la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 ci furono nove vittime.
La decisione è stata presa a seguito dell’esito della complessa perizia depositata alcuni mesi fa.
Sotto inchiesta per omicidio colposo restano ancora cinque costruttori – si apprende dal quotidiano Il Centro – cui si aggiungono per “cooperazione” altre persone già decedute, indagate in quanto si erano occupate a vario titolo della costruzione alcuni anni fa, di un palazzo vicino all’edificio al civico 79.
I lavori di costruzione avrebbero, infatti, indebolito il fabbricato più vecchio.
Per il crollo dell’edificio restano indagati Francesco Laurini e Armido Frezza, coamministratori della società di costruzioni Belvedere, Diego Scoccia e Pietro Paoloni, con incarichi analoghi, Enrico De Cristofaro, collaudatore statico.
Per il funzionario comunale Renato Amorosi, che nel 2004 aveva firmato la concessione edilizia per autorizzare quei lavori invece, è stata chiesta l’archiviazione; come anche per Luigi Giuseppe Maria Bonifacio, che aveva firmato la relazione geologica.
I periti hanno rilevato la presenza di cinque concause nello sbriciolamento della struttura, ma l’impressione è che non si riescano a determinare le cause effettive della tragedia.
Le parti civili, hanno però sostenuto che il nuovo edificio avrebbe determinato un’incidenza di carico su quello al civico 79, che sarebbe stato probabilmente decisivo per il crollo.



