L’AQUILA – Momenti di profonda commozione oggi all’Aquila per l’ultimo saluto a Cristian Susanu, l’operaio 41enne romeno morto insieme al 61enne macedone Dzevdet Uzeiri per il tragico crollo di un fabbricato nel centro storico del comune di San Pio delle Camere.
Questo pomeriggio il feretro di Susanu è arrivato a Roio, frazione aquilana dove l’operaio viveva con la famiglia, accolto dagli affetti più stretti e dal primo cittadino del capoluogo, Pierluigi Biondi, accompagnato dall’assessore Vito Colonna. Il funerale, che fino all’ultimo non è stato annunciato, è in corso nella chiesa di Roio, nel rispetto delle normative anti-covid. L’altro operaio era invece di Castelnuovo, frazione del comune di San Pio.
Il sindaco Biondi ha manifestato la vicinanza alla moglie e al figlio a nome di tutta la popolazione.
“Cristian era una persona molto riservata e buona. Un uomo capace di rinunciare a tutto per la sua famiglia che, adesso, sente la sua mancanza più che mai e attende solo di poter stabilire la data dei funerali per potergli dare un ultimo addio, non appena la magistratura avrà fatto luce sulla vicenda”, ha detto ad AbruzzoWeb don Ciprian Petrisor, parroco di Prata D’Ansidonia e cognato di Susanu.
Una famiglia straziata da un dolore senza fine, con la situazione resa ancora più drammatica proprio per il ritardo della funzione religiosa: “Sono passati quattro giorni e l’attesa si fa sempre più struggente. Struggente per la moglie, per i fratelli ma, soprattutto per il figlio che, a soli sei anni e mezzo, sta risentendo già molto dell’assenza del suo papà”, aveva detto ad AbruzzoWeb lo stesso don Ciprian.
Due giorni fa è stata effettuata l’autopsia sui corpi. Il Pubblico Ministero Simonetta Ciccarelli ha affidato l’incarico all’anatomopatologo Giuseppe Calvisi. In particolare, dagli esami è emerso che entrambe le vittime hanno perso la vita come i 309 morti del tragico terremoto dell’Aquila di 12 anni fa: gravi traumi ed asfissia con l’evidente presenza di terriccio nelle vie respiratorie.
In particolare, Susanu sarebbe morto sul colpo, il collega dopo aver chiesto disperatamente aiuto ai primi soccorritori, tra i quali un altro operaio, uno dei testimone chiave, che non sono potuti intervenire per il pericolo di nuovi crolli. Tanto che i corpi sono stati recuperati intorno all’una di notte grazie ad in intervento molto complesso di uno speciale squadra dei vigili del fuoco proveniente da Roma.
Sulla vicenda, la procura della Repubblica ha intanto aperto un fascicolo. A finire nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di duplice omicidio colposo, sono: il presidente del Consorzio di ricostruzione dell’aggregato, il responsabile della sicurezza, il direttore dei lavori e il proprietario dell’impresa Habita, per cui Susanu, in Italia ormai da più di 10 anni, aveva iniziato a lavorare solo nel giugno scorso.







