L’AQUILA – La discussione su tematiche importanti, tra tutte il rinvio al 2029 dell’entrata in vigore della Nuova Pescara (ente che nascerà dalla fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore), nella seduta della commissione Bilancio, riunita oggi all’Aquila, è stata influenzata in maniera molto chiara dallo scontro in seno alla maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo, con particolare riferimento alla guerra tra due fronti in Fratelli D’Italia, in tema di sub ambiti provinciali nella gestione dei rifiuti.
Non a caso, la votazione dell’emendamento con la proroga al 2029 e la conseguente modifica della attuale scadenza alla prossima primavera a firma del presidente del Consiglio regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri, di Fi, è stata rinviata alla seduta fissata per giovedì alle 10, un’ora prima della riunione verità del Consiglio regionale: oltre alla proroga della Nuova Pescara, l’assemblea dovrà esaminare la questione dei sub ambiti provinciali per i quali è pronto un emendamento con primo firmatario, il capogruppo di FdI, Massimo Verrecchia, che ha trovato la adesione e la firma di altri nove sui colleghi, tra cui i capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, di Fi, Emiliano Di Matteo, di Noi Moderati, Marianna Scoccia, e di Marsilio Presidente, Luciano Marinucci.
Il problema è l’opposizione in “famiglia” ai sub ambiti da parte del presidente della Regione, Marco Marsilio, e del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente abruzzese e vice presidente nazionale di Anci, oltre che presidente di Agir (Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani), entrambi pezzi da novanta dei meloniani, che puntano a mantenere i quattro ambiti provinciali.
I due ed i consiglieri che li supportano hanno chiesto a Verrecchia e ai suoi colleghi di non presentare l’emendamento con il risultato che giovedì scorso la seduta della commissione Bilancio è saltata per mancanza del numero legale causato dalla assenza di Verrecchia e Scoccia.
Oggi i due consiglieri regionali sono andati via nel corso dei lavori una volta stabilito che non ci sarebbe stata la votazione.
Giovedì prossimo è prevista la resa dei conti: la maggioranza, in sella da sette anni, rinnovata per un secondo, storico, mandato alla regionali del marzo del 2024, rischia una crisi senza precedenti visto che le due fazioni lotta rimangono ferme nelle loro posizioni.





