SAN PIO DELLE CAMERE – “Cristian era una persona molto riservata e buona. Un uomo capace di rinunciare a tutto per la sua famiglia che, adesso, sente la sua mancanza più che mai e attende solo di poter stabilire la data dei funerali per potergli dare un ultimo addio, non appena la magistratura avrà fatto luce sulla vicenda”.

A parlare è don Ciprian Petrisor, parroco di Prata D’Ansidonia e cognato di Cristian Susanu, l’operaio 42enne che, insieme al 61enne Dzevdet Uzeiri, sabato scorso ha perso la vita nel tragico crollo di un fabbricato nel centro storico del comune aquilano di San Pio delle Camere, dove era in atto un intervento nell’ambito della ricostruzione post sisma.

Due giorni fa è stata effettuata l’autopsia sui corpi. Il Pubblico Ministero Simonetta Ciccarelli ha affidato l’incarico all’anatomopatologo Giuseppe Calvisi. In particolare, dagli esami è emerso che entrambe le vittime hanno perso la vita come i 309 morti del tragico terremoto dell’Aquila di 12 anni fa: gravi traumi ed asfissia con l’evidente presenza di terriccio nelle vie respiratorie.

In particolare, Susanu sarebbe morto sul colpo, il collega dopo aver chiesto disperatamente aiuto ai primi soccorritori, tra i quali un altro operaio, uno dei testimone chiave, che non sono potuti intervenire per il pericolo di nuovi crolli. Tanto che i corpi sono stati recuperati intorno all’una di notte grazie ad in intervento molto complesso di uno speciale squadra dei vigili del fuoco proveniente da Roma.

A breve la magistratura dovrebbe  rilasciare il nulla osta per i funerali. Funerali che, dice lo stesso don Ciprian ad AbruzzoWeb, “saranno celebrati a Roio”, la frazione aquilana dove, da anni, l’operaio di origini rumene “viveva ed era ben inserito nella comunità, insieme a tutta la famiglia”.

Una famiglia ora straziata da un dolore senza fine, con la situazione resa ancora più drammatica proprio dal fatto che la funzione non è ancora stata celebrata.

“Sono passati quattro giorni e l’attesa si fa sempre più struggente – racconta il parroco -. Struggente per la moglie, per i fratelli ma, soprattutto per il figlio che, a soli sei anni e mezzo, sta risentendo già molto dell’assenza del suo papà”.

Sulla vicenda, la procura della Repubblica ha intanto aperto un fascicolo. A finire nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di duplice omicidio colposo, sono: il presidente del Consorzio di ricostruzione dell’aggregato, il responsabile della sicurezza, il direttore dei lavori e il proprietario dell’impresa Habita, per cui Susanu, in Italia ormai da più di 10 anni, aveva iniziato a lavorare solo nel giugno scorso.

“Cristian raccontava di trovarsi bene e di lavorare come se si trovasse in famiglia – prosegue Don Ciaprian -. Io stesso ho avuto modo di confrontarmi con il titolare della ditta che, come me, non ha ancora saputo spiegarsi le cause di un incidente su cui, ora, potrà far luce solo la magistratura”.

Saranno da accertare l’utilizzo dei ponteggi e puntellamenti e l’applicazione delle misure di sicurezza in cantiere. I carabinieri stanno acquisendo le carte del progetto di ristrutturazione. Sia l’impresa che l’Ufficio speciale per la ricostruzione, che ha seguito la pratica autorizzando l’intervento sull’aggregato, hanno offerto piena collaborazione agli investigatori. Saranno ascoltati i tre operai superstiti, dipendenti della ditta.