L’AQUILA – “Le sentenze non si commentano, si impugnano, e si ricorre, come avverrà in questo caso, in Cassazione”.
Così ad AbruzzoWeb l’avvocato Paolo Guidobaldi, che assiste l’ex preside del Convitto nazionale dell’Aquila, Livio Bearzi, annuncia il ricorso al giudizio di legittimità dopo la sentenza di Appello che conferma, per il suo assistito, la condanna a 4 anni di reclusione per omicidio colposo e disastro colposo.
“La valutazione tecnica è stata fatta dai magistrati a cui va il nostro rispetto e ringraziamento – dice Guidobaldi – Non conosco le motivazioni, le attendiamo per ricorrere in Cassazione. Il Collegio si è preso fino al prossimo 15 luglio per il deposito. Da quel momento sapremo”.
Guidobaldi insiste sull’innocenza del suo assistito, “nutro fiducia nella giustizia, ritengo che il dirigente scolastico abbia fatto a suo tempo tutto quello che era conforme a legge, la sua posizione verrà chiarita”.
Il legale non si esprime, invece, sulla condanna a 2 anni e 6 mesi dell’altro imputato, il dirigente provinciale Vincenzo Mazzotta, in riforma dell’assoluzione in primo grado. “Mi astengo perché invaderei la sfera giuridica del collega”, taglia corto.
Quanto a Bearzi, Guidobaldi spiega di averlo sentito brevemente, “gli ho accennato la sentenza ma nella concitazione si è manifestata solo l’idea del ricorso in Cassazione. Aspettiamo le motivazioni, lo dovrò incontrare e valuteremo una serie di aspetti”, conclude. (alb.or.)





