L’AQUILA – La presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica contestano la citazione di responsabilità civile da parte delle famiglie delle vittime e dei feriti nel crollo della casa dello studente perché non ritengono di essere responsabili.
E’ quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta stamani davanti al Gip del Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Grieco, relativa al crollo della casa dello studente, dove sono morti otto giovani. Nella vicenda rischiano il processo undici indagati per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio con le ipotesoi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Nel costituirsi come responsabili civili, Presidenza del Consiglio e Ministero hanno sottolineato ufficialmente la loro estraneità ai fatti.
Sulla presa di posizione deciderà il giudice. Tra quanti rischiano il risarcimento danni in sede civile non si è costituita l’azienda per il diritto allo studio (Adsu) dell’Aquila che lo farà nelle prossime sedute. Si sono costituite Regione Abruzzo e l’impresa “Angelini” che realizzò il fabbricato nel 1965.
Inoltre, durante l’udienza uno degli indagati, Vincenzo Gaudiano, ha comunicato di aver revocato il mandato difensivo al suo avvocato perché a suo avviso non ne ha bisogno. L’udienza è stata interrotta per circa un’ora per trovare un avvocato d’ufficio in quanto l’indagato non può rimanere senza difesa. E’ stato nominato l’avvocato Mauro Ceci.



