L’AQUILA – “Una commissione parlamentare di inchiesta sulle attività sviluppate dopo il sisma nella emergenza e nella ricostruzione”.

A chiederla con un’interrogazione parlamentare a risposta scritta ancora da presentare è il deputato abruzzese di Sinistra ecologia libertà Gianni Melilla.

“L’accusa che si ipotizza – ricorda – è una enorme frode ai danni dello Stato e dei cittadini dell’Aquila nelle opere di esecuzione dei complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili in cui furono sistemati migliaia di cittadini aquilani che avevano perso la casa”.

Inoltre, “al pericolo dei balconi, alcuni già crollati, si accompagnano altre criticità come le infiltrazioni di acqua, l’inefficienza degli impianti idraulici che macerano le pareti dei bagni, i lampioni esterni che cadono, le incongruità nei consumi elettrici da casa a casa, i pannelli solari mai entrati in funzione”.

Ecco perché il deputato Sel chiede a Renzi, atteso tra 10 giorni nel capoluogo abruzzese, “se non ritenga necessario dare assoluta priorità nazionale alla ricostruzione dell’Aquila, tenendo conto che parliamo del più grande cantiere edile d’Italia con enormi potenzialità di crescita occupazionale e non solo per l’Abruzzo viste le tante imprese italiane che lavorano a L’Aquila”.