L’AQUILA – La palazzina del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo (L’Aquila) dove è crollato il balcone in legno è stata sequestrata dalla forestale.
Secondo la magistratura non ci sono le condizioni di sicurezza perché anche il fabbricato presenta difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente.
L’inchiesta, che nelle prossime ore vedrà una quarantina di indagati, ha già portato ad apporre sigilli a 800 balconi uguali a quello crollato.
Le 22 famiglie erano state sgombrate da un’ordinanza del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.
Il sequestro della palazzina allarga le attenzioni della procura della Repubblica anche ai criteri di realizzazione degli alloggi del progetto Case, mega insediamento voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi subito dopo il sisma del 6 aprile 2009, costato 1 miliardo di euro, costituito da circa 4.500 appartamenti che hanno dato un tetto a oltre 16 mila aquilani rimasti senza casa.
Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella ha deciso per preservare l’incolumità degli inquilini che dovranno affrettare le operazioni di sgombero verso alloggi vuoti già assegnati, e per conservare la prova.
Fino a oggi il fascicolo, con le ipotesi di reato a vario titolo di crollo colposo, frode nelle pubbliche forniture e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina, è contro ignoti.
Domani potrebbe esserci il “salto di qualità” contro noti visto che il pm titolare dell’inchiesta Roberta D’Avolio, ha già fatto richiesta di iscrizione nel registro degli indagati.
A proposito dell’iscrizione della lunga lista, di almeno 40 persone, la procura in queste ore sta vagliando le ultime due posizioni.
Sotto accusa potrebbero finire funzionari della Protezione civile, stazione appaltante del progetto C.a.s.e., del Comune dell’Aquila, proprietario delle palazzine dopo il passaggio dalla Protezione civile, della Manutencoop, società incaricata della manutenzione, e i rappresentanti delle ditte che hanno realizzato le cinque new town e di quella fornitrice del legno.
In particolare, le aziende del raggruppamento temporaneo d’impresa (Rti) costituito dalle napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa, oggi tutte e tre fallite, che hanno realizzato le palazzine nei cinque siti dove ci sono stati crolli, e la piacentina Safwood, indagata dalla Guardia di finanza di Piacenza con una presunta fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che, secondo le Fiamme Gialle emiliana sarebbe “fasulla”.
Sotto accusa anche i collaudatori che avrebbero omologato manufatti ritenuti non realizzati a regola d’arte.
Intanto, oggi si è definitivamente conclusa l’operazione di apposizione degli 800 sigilli con l’inibizione all’uso di due balconi di appartamenti non occupati a Sassa e Collebrincioni a opera della Forestale con il sostegno dei vigili del fuoco.






