L’AQUILA – Il corpo forestale dello Stato ha consegnato alla procura della Repubblica dell’Aquila il rapporto di polizia giudiziaria sulla maxi operazione degli 800 sigilli ad altrettanti balconi in legno di 494 alloggi antisismici dislocati in 5 delle 19 newn town del progetto C.a.s.e..

Il documento riguarda la prima parte delle indagini scattate in seguito al crollo per “difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente” di un balcone in legno a Cese di Preturo.

Nel rapporto è contenuta anche una lunga lista di potenziali indagati: secondo quanto si è appreso, sarebbero almeno 40 le persone nel mirino, visto che è coinvolta l’intera filiera di enti che, in qualche modo, hanno avuto competenza nella realizzazione di quelle cinque cittadelle del progetto C.a.s.e., il mega insediamento costruito subito il sisma, costato 1 miliardo di euro, costituito da circa 4.500 appartamenti che hanno dato un tetto a oltre 16 mila aquilani rimasti senza casa.

Sotto accusa potrebbero finire funzionari della Protezione civile, stazione appaltante del progetto Case, del Comune dell’Aquila, proprietario delle palazzine, della Manuntecoop, società incaricata della manutenzione, e i rappresentanti delle ditte che hanno realizzato le cinque new town e di quella fornitrice del legno: le aziende del raggruppamento temporaneo d’impresa (Rti) costituito dalle napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa, oggi tutte e tre fallite, che hanno realizzato le palazzine nei cinque siti dove ci sono stati crolli, e la piacentina Safwood, indagata dalla Guardia di finanza di Piacenza con una presunta fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che, secondo le Fiamme Gialle emiliana sarebbe “fasulla”.

Stamani, in un summit seguito alla consegna della relazione, il procuratore della repubblica, Fausto Cardella, il sostituto Roberta D’Avolio, il comandante provinciale del Cfs, Nevio Savini, e il rappresentante della sezione di polizia giudiziaria della procura, Alberto Maurizi, hanno approfondito la questione per stabilire la tempistica degli avvisi di garanzia.

Per ora il fascicolo, con le ipotesi di reato a vario titolo di crollo colposo, frode nelle pubbliche forniture e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina, è ancora contro ignoti.

Nelle prossime ore ci saranno con le iscrizioni sul registro degli indagati e l’inchiesta diventerà contro noti. I provvedimenti saranno notificati perché il pm D’Avolio ha già manifestato l’intenzione di fissare l’incidente probatorio. (b.s.)