L’AQUILA – Occorrerà attendere gli inizi della prossima settimana per conoscere gli sviluppi della crisi tutta interna ai finiani d’Abruzzo.
Le tensioni, è noto, sono scoppiate dopo la nomina del presidente della Camera, Gianfranco Fini, del parlamentare e leader del movimento politico “La discussione”, una delle anime di Fli, Giampiero Catone a coordinatore regionale del comitato costituente di Futuro e libertà.
Una scelta che ha causato più di un mal di pancia, prese di distanza dei circoli Generazione Italia, altra corrente interna a Fli, e dimissioni a raffica, le più clamorose quelle del vice presidente della Giunta regionale Alfredo Castiglione, rientrato nel Pdl.
L’ipotesi più accreditata per far tornare il sereno in Fli è quella della successione del consigliere regionale Emilio Nasuti al posto di Catone, mentre per rafforzare la truppa dei finiani a Montecitorio prende sempre più quota l’indiscrezione di un imminente adesione del parlamentare abruzzese Daniele Toto eletto nel Pdl.
Una ‘precauzione’ adottata nell’eventualità di un clamoroso abbandono di Fli da parte di Catone in Parlamento.
Cambiamenti che potrebbero provocare un rimescolamento delle carte anche in Consiglio regionale, dove Fli è rappresentato dal consigliere e presidente della commissione Bilancio Nasuti e dal capogruppo Berardo Rabuffo.
Dopo l’addio con veleno al Pdl l’ex assessore Daniela Stati potrebbe abbracciare la causa finiana così come non è possibile escludere a priori l’ingresso del consigliere Pdl Antonio Prospero.




