L’AQUILA – Una ripresa ancora debole per un Abruzzo che presenta una economia duale.
La notizia emerge dai dati macroeconomici presentati dalla Cisl Abruzzo e Molise.
Giuseppe Mauro, ordinario di Politica Economica alla Facoltà di Economia dell’Università D’Annunzio di Pescara-Chieti ha parlato di un Abruzzo che marcia a due velocità.
“L’industria e la grande impresa da una parte tirano molto visto che, secondo le indicazioni dello Svimez, il Pil della nostra regione è aumentato del 2,5%. Viceversa abbiamo invece il segmento delle piccole imprese che sono fortemente in affanno”, afferma l’esperto.
“Questo – spiega – lo vediamo da tanti indicatori come quello occupazionale, il più significativo. Nel primo trimestre del 2016, mentre l’Abruzzo, a livello complessivo, ha registrato un aumento occupazionale dello 0,6%, a fronte di un dato nazionale del Mezzogiorno dell’ 1,6 per cento, ha avuto, per esportazioni soprattutto dei mezzi di trasporto, una performance di straordinaria importanza pari a circa il 15%”. “Numeri – dice l’esperto – che dicono che da un lato c’è un settore industriale che va avanti e dall’altro un terziario legato alla domanda interna che non riesce a raggiungere livelli importanti di crescita occupazionale e produttiva”.
C’è poi da considerare anche il fattore nuovo della Brexit “perché – aggiunge Mauro – come molti sanno, noi in Abruzzo abbiamo circa sette partecipazioni inglesi, tutte concentrate in provincia di Chieti che è anche la sesta provincia italiana per quel che concerne il fatturato di queste grandi imprese su scala italiana con 750 milioni di euro. Bisognerà vedere se con l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue questi meccanismi potranno cambiare perché noi abbiamo un 10% di esportazioni verso il Paese inglese”.
Giuseppe Mauro ha poi parlato della problematica del credito alle imprese: “Ho la sensazione che ancora non ci sia la spinta propulsiva. Siamo ancora in una fase di transizione legata anche alle aspettative di crescita economica con il rallentamento generale dell’economia. È tutto questo clima di incertezza che fa sì che in Abruzzo il legame banche imprese non sia ancora tornato ad essere così forte come era in passato”.






