L’AQUILA – Consultazioni tra i partiti del centrodestra che guida il Comune dell’Aquila partiranno lunedì per provare a ricomporre lo strappo e indurre il sindaco, Pierluigi Biondi, a ritirare le dimissioni che ha presentato giovedì pomeriggio dopo quarantott’ore di tensioni interne alla maggioranza che lo ha accerchiato chiedendogli subito la ricomposizione dell’esecutivo, che da dicembre ad oggi ha perso cinque dei nove assessori.

Sul tavolo non ci sono ovviamente le semplici sostituzioni di Anna Lisa Di Stefano e Sabrina Di Cosimo, defenestrate, di Guido Liris ed Emanuele Imprudente, che si sono dimessi perché eletti in Regione, e di Luigi D’Eramo, che ha lasciato dopo un anno di doppio incarico Camera-Comune, ma un puzzle molto più complesso nel quale la Lega punta ad aumentare le pedine e lo stesso Fratelli d’Italia, diviso al suo interno, deve fare i conti con spinte contrastanti.

Regista della fase di ricucitura, dopo un paio di giorni di disgelo in cui il sindaco si è chiuso in un momento di riflessione dopo una prova di forza che non sembra aver sortito gli effetti da lui sperati, è il coordinatore regionale dei meloniani Etelwardo Sigismondi, che ha preso in mano il caso L’Aquila con osservatore privilegiato Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, e con i due uomini forti della Lega, D’Eramo e il neo vice presidente della Regione Imprudente, in prima linea.

Ed è proprio il Carroccio ad alzare il tiro, chiedendo maggiore spazio nell’amministrazione forte del risultato alle regionali, anche se in Consiglio comunale gli equilibri sono immutati: il rimpasto, infatti, si sarebbe potuto risolvere con un assessore in più al gruppo di Insieme per L’Aquila, costituito a dicembre dagli ex azzurri che può contare su ben cinque consiglieri.

Se non fosse, appunto, che la Lega rivendica il vice sindaco, ed è per questo che ha sbottato quando Biondi ha nominato in fretta e furia Raffaele Daniele dell’Udc, e Fratelli d’Italia, dilaniata al suo interno, si compone di più voci e non sembra del tutto sotto il controllo del sindaco dimissionario, che ne è commissario provinciale.

Il capogruppo Giorgio De Matteis, infatti, “picconatore” dell’amministrazione che dall’estate scorsa chiede un cambio di passo, dopo aver impallinato per mesi l’assessore Carla Mannetti, nelle ultime settimane ha preso di mira anche l’altro assessore meloniano, Alessandro Piccinini. Secondo gli ambienti politici, De Matteis starebbe tentando di imporre l’ingresso in giunta di Luca Ricciuti, ed è pronto a mettersi di traverso a qualsiasi ricucitura se questo non dovesse avvenire.

L’esecutivo di “interregno”, intanto, continua ad essere biondiano di ferro, visto che rispondono al sindaco dimissionario il vice Daniele, al quale ha dato deleghe di peso come il Bilancio e la Ricostruzione e che in questa fase è a tutti gli effetti il vertice del Comune, gli assessori Mannetti, Piccinini e Monica Petrella. Ma anche Francesco Bignotti, visto che dopo l’operazione che sotto la regia di Biondi ha portato all’elezione di Roberto Santangelo alla vice presidenza del Consiglio regionale, è difficile pensare che il gruppo L’Aquila futura possa mettersi di traverso.

E nelle volontà di Biondi ci sarebbe proprio la nomina dei quattro assessori che mancano all’appello per la ricomposizione dell’intera giunta in modo da poterne continuare a mantenere il controllo, è per questo che la strada verso un accordo con i partiti è tutta in salita: con la Lega che ne rivendica tre, tra cui il vice sindaco, non ci sarebbe spazio per un’adeguata rappresentanza del gruppo Insieme per L’Aquila, che in Consiglio comunale è più sostanzioso di quello del Carroccio e non sembra disposto a fare rinunce, nonostante i toni concilianti del capogruppo Roberto Junior Silveri.

Non è un caso che i salviniani hanno più volte chiesto una verifica della geografia dell’assise civica, mutata negli ultimi mesi proprio con la costituzione del gruppo guidato da Junior Silveri, e il prosciugamento di Forza Italia rimasta con la sola Maria Luisa Ianni, oltre al presidente del Consiglio Roberto Tinari.

Dal fronte del centrosinistra, intanto, ha teso una mano a Biondi Il Passo Possibile: il gruppo di Americo Di Benedetto, il più sostanzioso dell’opposizione in Consiglio comunale, si è detto disponibile ad un sostegno esterno a patto che il sindaco componga una giunta composta da tutte persone non riconducibili alle forze politiche.