L’AQUILA – Non ci sarebbero stati momenti di tensione e questo, a sorpresa, visti gli annunci bellicosi dei giorni scorsi, soprattutto da parte del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che avrebbe volentieri tagliato i tre assessori salviniani fermato poi in extremis dai vertici del suo partito, Fratelli d’Italia: ma al termine del vertice convocato nel pomeriggio, che ha visto l’assenza del primo cittadino, non è rientrata la crisi in seno al centrodestra che amministra il Comune dell’Aquila, innescata dalla “diserzione” della Lega che non ha partecipato ai lavori di commissione e al voto finale in aula del Bilancio di previsione.
Ma l’impressione è che il caso che ha portato la maggioranza di centrodestra ad approvare il bilancio con l’”aiuto” del gruppo civico dell’opposizione di centrosinistra “Il Passo Possibile”, non finirà a tarallucci e vino.
Ci saranno delle conseguenze che in questo primo summit non sono state comunque affrontate.
Secondo quanto si è appreso dalle poche informazioni trapelate – i big intervenuti hanno mantenuto la bocca ben cucita – sarebbe stata decisa una verifica di Giunta e di programma, il che potrebbe portare ad un altro rimpasto.
Altro elemento emerso è che il chiarimento potrebbe essere molto veloce dal momento che entro il 12 gennaio i vari assessori dovranno discutere delle assegnazioni delle risorse finanziarie contenute nel bilancio approvato tra le polemiche nei giorni scorsi.
“E’ prevalso il buon senso – hanno spiegato i pochissimi che hanno accettato di fare il punto sia pure con l’intesa di non essere citati -, la maggioranza si ricompatterà per andare avanti nel rilancio della città e del suo territorio”.
Ma alla luce delle intenzioni, non sarà facile trovare la quadra: il tavolo infatti ha fatto emergere gli appetiti di Fratelli d’Italia che ha due assessori pur essendo vicino a diventare il primo partito in Consiglio alla luce dei consiglieri controllati dall’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, ex vice sindaco, che dopo la uscita da Forza Italia sono transitati nella lista civica “Insieme per L’Aquila” e di Forza Italia che ne ha cinque e un assessore.
E potrebbe essere proprio la Lega a cedere posizioni in Giunta alla luce del fatto che attualmente è il gruppo più piccolo, con quattro consiglieri ma con tre assessori. E c’è da scommettere che qualora accadesse, ci sarebbero conseguenze.
Nel vertice si è parlato anche di problematiche stringenti come la ricostruzione pibblica e lo sviluppo del Gran Sasso.
Al summit hanno partecipato il coordinatore regionale del Carroccio, il deputato Luigi D’Eramo, quello di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi, accompagnato dall’assessore Guido Liris, il vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, altro uomo forte della Lega, il consigliere comunale Giorgio De Matteis per Forza Italia, Roberto Santangelo per L’Aquila Futura, e il capogruppo di Fdi, Ersilia Lancia, moglie di Sigismondi.
Come detto, non si è entrati nel merito degli equilibri di giunta, sebbene Fdi e Forza Italia abbiano reclamato un peso maggiore. Comunque, nei giorni scorsi Biondi ha messo nel mirino i tre assessori della Lega, Daniele Ferella e Fabrizio Taranta, diretta espressione del partito, e Fabrizia Aquilio, tecnico.
Il tutto per evidenziare quella che il primo cittadino ritiene una contraddizione tutta interna ai salviniani: secondo il sindaco gli assessori, che hanno votato il bilancio in Giunta, sarebbero stati sfiduciati dai loro stessi consiglieri, con il non-voto in aula.
Ma la Lega non ci sta e nel vertice ha ribadito innanzitutto la compattezza del proprio schieramento e poi ha evidenziato tutta una serie di temi secondo cui, finora, l’amministrazione avrebbe fallito: scelte politiche, ma anche rapporti tra partiti.
Ora al sindaco spetterà la decisione finale. Il tavolo sarà aggiornato con la sua presenza, per capire in che modo si andrà avanti. Nel pomeriggio è emerso che un po’ tutti vogliono evitare, è che la crisi possa estendersi anche in Regione ente nel quale la Lega è azionista di maggioranza con 10 consiglieri sui 18 del centrodestra e con 4 assessori su 6. (b.s.)




