PESCARA – Il preoccupante incremento dei contagi investe anche l’Abruzzo. A dirlo sono i numeri dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas che monitorano l’andamento settimanale.
L’indicatore dell’incidenza per l’Abruzzo è di 64 i nuovi positivi ogni 100mila abitanti registrati negli ultimi sette giorni, la soglia oltre cui scatta la zona gialla è 50.
A preoccupare la provincia di Teramo, con incidenza di 128 su 100.00o casi, sesto dato in Italia, la Provincia dell’Aquila è a 76 casi, dunque anche lei sopra la soglia critica. Meglio la provincia di Pescara, a 37 e quella di Chieti a 27.
Dei 177 contagi di ieri, 34 sono domiciliati in provincia di Teramo, 50 in provincia dell’Aquila , 12 in provincia di Chieti, 18 in provincia di Pescara. il tasso di positività è pari allo 0.74%.
Il bilancio dei pazienti deceduti non registra alcun nuovo caso e resta fermo a 2.566. I guariti sono 115.
Per fortuna ad evitare per ora nuove restrizioni, che avrebbero effetti sociali ed economici devastanti, l’occupazione dei posti letto in area medica che aumenta si ma i misura minima rispetto ai contagi. E questo grazie ai vaccini che rendono il virus meno aggressivo anche in caso di positività.
In regione si è passati dal 5% al 6% di tasso di occupazione, ma la soglia critica ancora lontana, al 15%. Attualmente sono ricoverati 77 pazienti (+4 rispetto a ieri) in area medica; e 7 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 2.269 (-5 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
I posti di terapia intensiva, va ricordato, sono in Abruzzo 181 posti letto, più altri 19 attivabili in caso di estrema emergenza.
In Italia la percentuale di posti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid, è passata dal 4 al 5%. In particolare, sale in Friuli Venezia Giulia, dove arriva all’11%, raggiungendo le Marche.
Entrambe superando quindi la soglia di allerta del 10%, che rappresenta uno dei parametri per il passaggio della Regione in zona Gialla. Salgono anche in Piemonte, dal 3 al 4%, così come in Liguria e in Veneto, dal 4 al 5%. Stabili invece le altre regioni, tra cui spicca la Sicilia, con il 9%.
A livello nazionale, è stabile al 6% l’occupazione dei posti letto nei reparti ospedalieri di area medica o non critica. Ma la percentuale sale in 7 regioni, anche se nessuna supera la soglia di allerta definita pari al 15%.
In particolare la crescita si rileva in Abruzzo, Liguria, Puglia, Toscana (al 6%) così come in Friuli ( al 10%), Provincia Autonoma di Bolzano (al 13%) e Veneto (al 4%).
Scende invece in Basilicata (7%) e Valle d’Aosta (8%). Stabile, invece, nelle altre regioni.






