ROMA – Un “tagliando” al decreto legge a metà maggio, per valutare la sussistenza di presupposti per allentare eventualmente le misure nel caso che i dati epidemiologici lo permettano.
È quanto si apprende da fonti di Governo.
”Presidente, noi stiamo ascoltando sindaci, governatori, associazioni, imprese e lavoratori di tutta Italia. La Lega non può votare questo decreto. Al di là del coprifuoco, la zona gialla così come l’avete pensata non permette ad esempio di andare in un bar o in un ristorante al chiuso”, ha detto Matteo Salvini a Mario Draghi durante un colloquio telefonico secondo quanto riferito da fonti vicino alla Lega.
“Ora -ha sottolineato il numero uno di via Bellerio- abbiamo i vaccini e per fortuna negli ultimi giorni abbiamo liberato migliaia di letti negli ospedali e centinaia nelle terapie intensive, i contagi sono in calo, più di mezza Italia ha dati da zona gialla. Abbiamo fiducia in te, ma noi lavoriamo al prossimo decreto che entro metà maggio – se i dati continueranno a essere positivi – dovrà consentire il ritorno alla vita e al lavoro per milioni di italiani”. Dopo aver preannunciato via sms le perplessità della Lega sul decreto riaperture, Salvini e il premier, riferiscono le stesse fonti, “hanno lungamente parlato al telefono e a più riprese”. Salvini ha comunicato al presidente del Consiglio la decisione, condivisa con i ministri della Lega, di non votare il dl.






