L’AQUILA – C’è la “scure” dello stop al siero di AstraZeneca sulla campagna vaccinale, soprattutto nell’Aquilano e con la Asl costretta a riconvertire i richiami utilizzando solo Pfizer e Moderna e i centri vaccinali fermi o in attesa di nuovi rifornimenti.
Come si legge infatti sul quotidiano Il Centro ieri il centro vaccinale di Bazzano che ieri è rimasto chiuso e quello di San Vittorino in attesa di nuovi rifornimenti. Sono state però consegnate circa 12mila dosi di Pzifer e a breve le somministrazioni dovrebbero tornare regolari, con gli appuntamenti annullati che verranno recuperati in un paio di giorni.
Sul fronte nazionale, intanto, resta prioritaria la campagna dei vaccini – ieri è toccato al ministro Roberto Speranza fare la prima dose – Per ovviare al blocco di AstraZeneca il commissario Francesco Figliuolo ha promesso alle Regioni in difficoltà che aumenteranno le dosi di Pfizer o Moderna, per mitigare i disagi nei confronti della popolazione, andando a ribilanciare le distribuzioni dei vaccini m-Rna.
Nelle prossime ore dovrebbe arrivare il via libera del presidente del Consiglio, Mario Draghi, al green pass. Il governo è orientato ad accelerare, a muoversi prima di Bruxelles: in Europa il via libera al certificato verde digitale è previsto per l’inizio di luglio. Mentre al prossimo Cdm il “dossier” sullo stato di emergenza potrebbe essere affrontato ma non sarebbero previste novità a breve. Il premier punta comunque sulla proroga.
Una decisione legata alla necessità di proseguire il lavoro sulla campagna vaccinale ma anche al rischio delle varianti. Una decisione che però spiegano dal “fronte” di chi propone una misura del genere, non ha conseguenze sul tema delle restrizioni.
Ma il governo e la maggioranza si dividono: è soprattutto Matteo Salvini a chiedere di voltare pagina. Pensare di vivere ancora in stato di emergenza dal primo agosto sarebbe un brutto segnale dal punto di vista economico ma anche morale, il ragionamento del leader del partito di via Bellerio.
“Si vedrà nei prossimi giorni perché ovviamente vediamo come va anche il piano di vaccinazione”, osserva il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. C’è l’ok anche delle regioni (non tutte) che, ha detto il governatore della Puglia Michele Emiliano, “si stanno orientando verso questa opinione”. Tuttavia anche all’interno degli schieramenti politici ci sono posizioni divergenti. “Se lo stato d’emergenza serve a mantenere intatta la struttura del commissario Francesco Figliuolo in vista dell’eventuale terza dose di vaccini, è difficile essere contrari”, rimarca la capogruppo di FI al Senato, Anna Maria Bernini.
La scelta spetta alla politica ma è molto probabile che si andrà in questa direzione anche se all’interno dell’esecutivo c’e’ chi propone di prorogare lo stato di emergenza fino a ottobre e non a fine dicembre o di ‘salvaguardare’ solo la struttura del commissionario Figliuolo, togliendo lo stato di emergenza. Altra richiesta del ‘fronte’ degli aperturisti: accelerare, così come è stato deciso in Francia, sull’eliminazione dell’obbligo dell’uso delle mascherine all’aperto.
Per quanto riguarda i contagi, intanto, secondo il bollettino di ieri in Abruzzo si sono registrati 27 nuovi casi di coronavirus, con il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.6 per cento.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi e sale a 2506 (di età compresa tra 66 e 89 anni, di cui 2 in provincia di Chieti e 1 in provincia di Pescara).
Del totale dei casi positivi, 18897 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+6 rispetto a ieri), 19382 in provincia di Chieti (+4), 18168 in provincia di Pescara (+1), 17352 in provincia di Teramo (+16), 595 fuori regione (invariato) e 129 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 70658 dimessi/guariti (+42 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1359 (-18 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1157335 tamponi molecolari (+3035 rispetto a ieri) e 482608 test antigenici (+1255 rispetto a ieri).
61 pazienti (-4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 3 (-1 rispetto a ieri con 0 nuovi ingressi) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.295 (-13 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
E’ intanto online da ieri mattina la piattaforma telematica regionale riservata alle aziende produttive che vogliono attivare un punto di vaccinazione straordinario riservato ai dipendenti e ai loro familiari all’interno di proprie strutture.
Per accedere alla piattaforma, contenente tutte le indicazioni necessarie a formalizzare la richiesta, basta collegarsi al portale sanita.regione.abruzzo.it e proseguire nella sezione dedicata alle vaccinazioni.
La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha approvato il protocollo che detta i criteri per la vaccinazione anti Covid 19 nelle aziende pubbliche e private.
“Queste linee guida – spiega l’assessore – indicano con precisione i principi generali e i requisiti per consentire in sicurezza l’estensione della campagna vaccinale anti Covid 19 nelle aziende produttive abruzzesi, contribuendo ad ampliare l’offerta complessiva della profilassi sulla popolazione, così da contribuire a diminuire il carico sulle strutture sanitarie oltre a costituire un ulteriore canale di somministrazione delle vaccinazioni”.
Il documento, oltre a recepire le indicazioni nazionali, è stato integrato con le istanze emerse durante il confronto portato avanti con le organizzazioni datoriali e dei lavoratori.
L’adesione alla vaccinazione sui luoghi di lavoro è libera e volontaria ed è offerta ai dipendenti, indipendentemente dalla loro residenza, che può essere anche fuori regione.
Il dimensionamento medio efficiente per punto vaccinale è stabilito in almeno 500 somministrazioni giornaliere. Per consentire l’accesso alle prestazioni anche alle aziende di piccole e medie dimensioni, è raccomandata la loro aggregazione, anche con il supporto delle associazioni di categoria.
I costi di gestione e allestimento dei punti vaccinali aziendali sono a carico delle imprese, che dovranno assicurare la presenza del proprio medico competente o di altro personale medico e sanitario di strutture private. Anche l’Inail ha messo a disposizione dell’iniziativa le proprie strutture e i propri operatori sanitari per la somministrazione delle vaccinazioni. La fornitura dei vaccini, invece, sarà garantita gratuitamente dalle Asl, alle quali vanno anche indirizzate le richieste di attivazione degli stessi punti vaccinali.
Ogni sede straordinaria aziendale dovrà rispettare particolari requisiti strutturali, con particolare riferimento all’individuazione di percorsi separati di ingresso e uscita, oltre alla presenza di aree di attesa pre e post somministrazione.






