ROMA – “Dall’Istituto superiore di Sanità nessuna linea guida ufficiale di terapia domiciliare per casi sospetti o accertati di Covid. Nessuno ci ha detto in questi mesi quali farmaci usare per trattare i pazienti che stanno a casa. Noi medici di famiglia ci siamo dovuti organizzare da soli scambiandoci informazioni e studi scientifici e l’esperienza fatta sul campo dai colleghi lombardi”.
E’ la denuncia del Sindacato dei medici italiani, secondo il quale mancano ancora oggi le linee guida ufficiali.
“Ci aspettavamo che l’Iss ci fornisse delle indicazioni chiare, anche su quei farmaci che alcuni colleghi nel Nord Italia hanno usato per mesi, come per esempio l’idrissiclorochina, e che invece poi è stata bocciato dall’Aifa”, spiega il segretario generale dello Smi Pina Onotri.
E ricorda che i medici di famiglia di tutta Italia hanno in carico migliaia di assistiti positivi al virus, “li seguiamo facendo un monitoraggio stretto, nei casi più gravi andiamo a visitarli a casa e ci compriamo da soli i dispositivi di sicurezza (Dpi) perché arrivano con il contagocce o non arrivano proprio”.
Nella stessa condizione anche le guardie mediche, che hanno l’obbligo delle visite a domicilio ma pagano di persona i Dpi.






