ROMA – Feste private ridotte a pochi partecipanti, battesimi e matrimoni a numero chiuso, verifiche costanti nelle zone della movida, con possibili chiusure anticipate dei locali. Nuove restrizioni allo studio del governo, oltre all’obbligo di mascherine all’aperto, potrebbero aggiungersi alla bozza del nuovo decreto che sarà varato mercoledì.
Con i contagi giornalieri a quota 2.578 casi, l’Esecutivo è “al lavoro per evitare un nuovo lockdown che non dobbiamo permetterci”, spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale chiude alla possibilità di aumentare la soglia massima di mille tifosi allo stadio per le partite di serie A e, di fronte al moltiplicarsi di contagi tra i banchi, assicura: “vogliamo tenere le scuole aperte nonostante ci saranno ulteriori contagi”.
Oggi in Abruzzo si sono verificati 37 nuovi casi di persone contagiate al coronavirus. I positivi di oggi hanno età compresa tra 14 e 87 anni.
Di queste ben 17 in provincia di Pescara, poi 8 in provincia di Chieti, 4 in provincia di Teramo e 4 in provincia di Teramo. Gli ultimi 4 hanno con residenze in corso di accertamento.
Sono 993 gli attualmente positivi: quelli ricoverati sono 76, di cui 6 in terapia intensiva , alte 919 sono in isolamento domiciliare.
Sono complessivamente 3.101 i dimessi e guariti, 208.336 i test finora effettuati.
I contagi hanno riguardato alcuni bambini a partire da un anno di età. PositivI due bimbi che frequentano scuole materne a Scoppito (L’Aquila) e a Torre de’ Passeri (Pescara): Nel secondo caso si tratta di un bimbo residente nella vicina Salle.
I genitori del bambino hanno voluto rendere pubblico l’accaduto per attivare l’immediata comunicazione in modo da raggiungere tutte le persone che avessero avuto contatti nei giorni precedenti.
Il piccolo aveva febbre e altri sintomi tali che i genitori hanno avvertito le autorità competenti. Il seguito al tampone e riscontrata la positività del bambino, si sono attivati tutti i protocolli di sicurezza in materia di prevenzione anti covid19.
Il sindaco Davide Morante ha disposto l’obbligo di mascherina all’aperto.
“Abbiamo appena saputo che il nostro piccolo è risultato positivo al covid 19. Per quanto possibile abbiamo informato tutti quelli che sono entrati in contatto diretto con lui. Chiunque nella settimana scorsa è stato in contatto con contatti il proprio medico. Ci scusiamo con tutti quelli a cui questa situazione creerà disagi”, scrivono in genitori.
Un vigile del fuoco del comando di Teramo è risultato positivo al tampone Covid 19. Quindici colleghi di un turno sono stati messi in quarantena. La caserma di via Diaz è stata bonificata. Sanificati anche tutti i mezzi.
Lo stesso è accaduto ad un infermiere dell’ospedale Mazzini di Teramo, riscontrata la sua positività è stato sanificato immediatamente il laboratorio analisi.
Intanto il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, che nei giorni scorsi in sede di Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica, aveva disposto un inasprimento da parte delle Forze dell’Ordine sui controlli individuali mirati al rispetto della normativa covid vigente e su quelli indirizzati agli esercizi ed alle attività commerciali, ha inteso oggi, seguendo le indicazioni ministeriali e valutato l’aumento dei casi di positività nella provincia, elevare ulteriormente il livello di attenzione per tutelare nel miglior modo possibile la salute pubblica della popolazione.
Tale attività, peraltro, non si era mai fermata fin dall’inizio del monitoraggio sul territorio, partito in data 11 marzo, ed in particolare nel corso del periodo estivo, dal 1 luglio alla data odierna, sono stati registrati 39.882 controlli individuali e 6.353 controlli su esercizi e attività commerciali, portando il totale generale a ben 139.555 controlli personali e 36.663 attività commerciali.
In una nota inviata al governatore della Giunta Regionale Abruzzo Marco Marsilio, la Cisl Poste ha richiesto che anche i dipendenti di Poste Italiane possano usufruire, in maniera volontaria, della vaccinazione antinfluenzale prevista per le categorie di lavoratori esposti al rischio contagio.
“La richiesta del sindacato – precisa il segretario interregionale della Slp Cisl Antonio Giannattasio – è supportata dal fatto che i dipendenti postali forniscono costantemente un servizio alla collettività e, per questo, si trovano a contatto continuo con una moltitudine di clientela d’ogni genere, costituendo un possibile veicolo involontario di diffusione del virus. È appena il caso di rammentare che, nei lunghi mesi di chiusura precauzionale, i dipendenti di Poste Italiane sono rimasti compatti in prima linea, costantemente impegnati a fornire alla popolazione i cosiddetti servizi indispensabili, e non solo quelli: dalla corresponsione delle pensioni alla riscossione di pagamenti, dall’accettazione della corrispondenza alla consegna di raccomandate e di pacchi con beni di prima necessità, affrontando i rischi dell’emergenza e supportando in modo egregio una cittadinanza costretta a restare nelle proprie abitazioni”.
“Davvero rarissimi – continua Giannattasio – sono stati i segni di gratitudine attribuiti a Poste Italiane ed alla categoria postale, eppure il ragguardevole aumento di attivazioni Spid, indispensabili per la lavorazione di pratiche altrimenti non gestibili in presenza, o il cospicuo rilascio di carte Postepay, essenziali per acquisti in internet d’ogni tipo ma anche per l’accredito di somme provenienti dall’Istituto di Previdenza, oltre ad aver dato risposte concrete alle necessità dei singoli attraverso la fruizione di servizi on-line, hanno anche permesso a tutta la collettività di conseguire una cultura informatica che, in tempi ordinari, avrebbe richiesto anni di impegno.Tutto ciò grazie all’organizzazione di un’Azienda, quella postale, da sempre vicina ai cittadini e, per questo, in grado ormai di interpretarne efficacemente necessità ed aspettative”.
“Le medesime aspettative – conclude Antonio Giannattasio – che ora l’Slp-Cisl nutre nei confronti della Regione, al fine di attribuire ai lavoratori postali quella considerazione necessaria per poter continuare a fornire, in sicurezza ed efficacia, i servizi postali all’intera cittadinanza”.
Riscontrato, inoltre, il primo caso di positività riguardante uno studente, non residente in Atri, che frequenta il Polo Liceale “L. Illuminati”. La dirigente scolastica e la Asl competente hanno tempestivamente attivato tutti i protocolli previsti collocando in isolamento fiduciario tutti gli alunni della classe interessata e i docenti entrati in contatto con il soggetto positivo che, nelle prossime ore, verranno sottoposti a tampone naso-faringeo.
“Purtroppo – ha spiegato il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti – era prevedibile che gli Istituti Scolastici presenti nella nostra città avrebbero dovuto affrontare questa problematica, ma si è fiduciosi circa l’efficacia delle misure di sicurezza adottate al fine di circoscrivere gli eventuali casi di positività accertati tra gli studenti e il personale scolastico. Nella situazione che viviamo in questo periodo non posso che rinnovare l’invito ad assumere comportamenti responsabili e a rispettare in maniera rigorosa le regole e i protocolli che costituiscono l’unica garanzia per la tutela della nostra salute. Si anticipa che qualora l’imminente DPCM non prevedesse l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto nelle aree pertinenziali delle scuole di ogni ordine e grado o antistanti a esse e in prossimità dei luoghi di attesa, salita e discesa del trasporto pubblico scolastico, provvederò con apposita ordinanza a prescrivere il relativo obbligo”.
Mini-lockdown sono già in atto in alcune città del Paese. Contro l’aumento dei casi nel territorio nel Comune di Latina interviene la Asl, chiedendo di lasciare le proprie abitazioni “solo in caso di necessità e ad evitare le uscite superflue, fino a quando non ci sarà un quadro chiaro”. In Italia si registra una lieve flessione dei nuovi casi, 2.578 nelle ultime 24 ore rispetto ai 2.844 del giorno precedente, ma è minore anche il numero di tamponi effettuati: 92.714, circa 26mila in meno. In calo anche il numero delle vittime: 18 in un giorno, per un totale di 35.986 (ieri erano state 27).
La maggior parte dei nuovi malati è ancora in Campania (+412), dove tra le vittime c’è anche il Vescovo di Caserta Giovanni D’Alise, ricoverato dal 30 settembre all’ospedale della città e morto per complicazioni polmonari: è il primo presule deceduto per il Covid.
E il governo, che scrive la bozza del decreto senza distogliere lo sguardo dai numeri del bollettino, presenterà il nuovo Dpcm oggi in Consiglio dei Ministri.
Poi il passaggio del ministro Speranza in Parlamento e mercoledì la firma del premier Conte, che da Assisi avverte: “il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti”.
Un monito che conferma le intenzioni degli esperti, in queste ore, di un ulteriore restringimento delle maglie.
Il Comitato Tecnico Scientifico indica la sua linea: contingentamento delle presenze alle feste private e in occasione di eventi e cerimonie.
Secondo gli scienziati, per allontanare un aumento significativo del contagio e la necessità di un lockdown generale, sarà necessaria una restrizione progressiva delle misure nella stagione autunnale: a cominciare da una stretta sulla movida agli orari anticipati di chiusure dei locali sino ad un aumento significativo dei controlli, oltre all’obbligo di mascherina all’aperto.
Quest’ultimo provvedimento, già in atto con ordinanze in Campania, Lazio e altre regioni, “è una delle ipotesi che stiamo valutando. Il governo farà le sue scelte solo dopo il passaggio parlamentare – spiega Speranza, per il quale “ora siamo in una fase di crescita significativa del contagio”. Poi, alla luce delle polemiche sulla mancata sfida Juve-Napoli, lancia un imperativo: “Un po’ meno calcio e un po’ più scuola, se possibile”.
Ma garantisce anche che non ci sarà alcuno stop alla serie A, perché “il Cts in tutta sicurezza ha disposto delle norme che consentono al campionato di andare avanti”.
Timori anche per le occasioni di contagio dovute ai trasporti e al momento non si possono escludere del tutto nuovi interventi in futuro. A Roma e in tutte le altre città italiane metropolitane “dovrebbero essere raddoppiati”, secondo il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, Francesco Vaia: “Abbiamo fatto tantissimo nei porti e negli aeroporti e siamo diventati un riferimento europeo e internazionale, ma i trasporti metropolitani sono un elemento di grande preoccupazione”.






