L’AQUILA – “Si potrà andare al parco, ma non fare feste”. E’ la sintesi più efficace usata dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro per tracciare le settimane che verranno, nel punto stampa all’Iss sull’andamento epidemiologico incentrato oggi, inevitabilmente, sulla fase 2 ormai alle porte.

Istituzioni e parti sociali saranno al lavoro anche oggi per definire le regole per il riavvio del maggior numero possibile di attività e economiche e sociali, con il governo deciso a non abbassare la guardia e Regioni che premono per ripartire.

Si va verso il riavvio dell’edilizia pubblica dal 27 aprile, mentre manifattura e cantieri privati dovrebbero attendere il 4 maggio. Per quel che riguarda musei e siti archeologici il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini ha oggi affermato che riapriranno a maggio, ma 2non dal 4 ma più avanti, potranno riaprire quelli in grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dal comitato scientifico”. Sullo spettacolo che vive una profonda crisi, riflette: “Stiamo discutendo con gli esperti, ma gli ultimi saranno inevitabilmente i luoghi in cui tante persone dovrebbero stare in uno spazio limitato, al chiuso o all’ aperto”.  

Tra i punti allo studio anche un eventuale ‘lockdown di ritorno’, se i contagi dovessero tornare a salire. Intanto, da inizio maggio ristoranti e bar potranno forse ripartire con l’asporto, e l’autocertificazione potrebbe essere richiesta solo per gli spostamenti tra Regioni.  

Intanto gli ultimi numeri aggiornati a ieri autorizzano all’ottimismo.

Con 18 nuovi casi, tutti tra Pescara e Chieti, in Abruzzo si registra il dato più basso delle ultime settimane di emergenza: solo l’1% dei positivi su un totale di 1.732 tamponi analizzati mentre, ieri, i positivi erano stati 52 su un totale di 1.234 tamponi analizzati (4.2 per cento).

Il totale sale a 2.803 contagiati 286 decessi, 6 nelle ultime ore. Ma diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva (-3) e aumentano i guariti che sono 33 in più rispetto a ieri. Dei 18 casi di oggi nessuno si riferisce alle Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Teramo, 8 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 10 alla Asl di Pescara.

Anche i a livello nazionale confermano comunque che il trend è in discesa, con il numero dei guariti che ha superato la soglia dei 60mila e con un incremento registrato ieri rispetto giovedì di 2.992: non è il record in 24 ore ma è il secondo miglior incremento dall’inizio dell’emergenza.

I malati sono complessivamente 106.527, il che significa 321 meno di ieri. Le vittime sono state finra 25.969.

Ma, dato ancora più importante, è che 11 regioni – Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Liguria Campania, Puglia, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Calabria e Valle d’Aosta – e le province autonome di Trento e Bolzano, hanno il segno meno davanti agli attualmente positivi.

La Lombardia, invece con 495 malati in più, e il Piemonte, con 239, continuano a preoccupare.

Ha spiegato dati alla mano Brusaferro: “Apriamo attività produttive, commerciali, una mobilità a supporto, e vediamo se riusciamo a mantenere questi numeri, e andiamo progressivamente ad articolare una nostra vita che certamente non sarà come prima, fino a quando non avremo terapie ma soprattutto il vaccino. Bisogna riorganizzarsi, anche nella vita quotidiana. Ci si puo’ muovere ma rispettando rigorosamente alcune regole”.

Perché l’epidemia, hanno spiegato gli esperti, è parzialmente domata ma non sconfitta, e l’indice di contagiosità (il famoso R con zero), sceso ormai tra 0,2 e 0,7 in tutta Italia, “ci metterebbe poco, meno di due settimane, a tornare sopra 1 senza il rispetto rigoroso delle misure di sicurezza”. 

Sulla stessa linea Claudio D’Amario, ex dg della Asl di Pescara, nuovo direttore del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, componente il Comitato tecnico scientifico incaricato dalla Giunta regionale per l’emergenza Covid 19.

“Si parla di fase 2 – spiega alla redazione di “Sos Coronavirus” – ma l’epidemiologia non fa distinzioni temporali, segue l’andamento dei contatti sociali. Possiamo dire che sicuramente cambiano gli approcci ed è chiaro che il distanziamento non può più essere il solo antagonista al Covid”. 

Secondo D’Amario, nella gestione della fase 2 le regioni dovranno garantire anzitutto la gestione della malattia Covid in “percorsi separati, avere cioè ospedali o padiglioni dedicati, completamente isolati; una attenta gestione delle strutture residenziali, e l’intercettazione dei focolai domestici per la gestione precoce delle complicanze, con un monitoraggio attento a domicilio”. Si tratta di “elementi di garanzia” finalizzati alla ripartenza e a prevenire nuovi focolai.

“Oggi – spiega D’Amario – siamo in grado di individuare il grado di rischio in relazione alle tipologie di attività produttive; possiamo dire che il rischio è inferiore nella silvicoltura, nell’edilizia e nel manifatturiero mentre è più consistente nelle attività di tipo turistico. Sicuramente ci si è dotati di protocolli avanzati tra parti sociali e datoriali che prevedono anche una nuova cultura della sanificazione, maggiori turnazioni, e il prolungamento degli orari di lavoro, ma ci vuole gradualità”.

 

 

LA SITUAZIONE IN ABRUZZO

 Con 18 nuovi casi, tutti tra Pescara e Chieti, in Abruzzo si registra il dato più basso delle ultime settimane di emergenza: solo l’1% dei positivi su un totale di 1.732 tamponi analizzati mentre, ieri, i positivi erano stati 52 su un totale di 1.234 tamponi analizzati (4.2 per cento).

Il totale sale a 2.803 contagiati 286 decessi, 6 nelle ultime ore. Ma diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva (-3) e aumentano i guariti che sono 33 in più rispetto a ieri.

Dei 18 casi di oggi nessuno si riferisce alle Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Teramo, 8 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 10 alla Asl di Pescara.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 32.397 test, di cui 26.195 sono risultati negativi. Del totale dei casi positivi, 241 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 687 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 1.244 alla Asl di Pescara e 631 alla Asl di Teramo.

Ad oggi 327 pazienti (+5 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (42 in provincia dell’Aquila, 102 in provincia di Chieti, 138 in provincia di Pescara e 45 in provincia di Teramo), 28 (-3 rispetto rispetto a ieri) in terapia intensiva (8 in provincia dell’Aquila, 5 in provincia di Chieti, 8 in provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo), mentre gli altri 1724 (-23 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (120 in provincia dell’Aquila, 453 in provincia di Chieti, 824 in provincia di Pescara e 327 in provincia di Teramo).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 286 pazienti deceduti (+6 rispetto a ieri): i nuovi decessi (alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi, ma la cui positività al virus è arrivata nelle ultime 24 ore) riguardano un 62enne di Cepagatti, un 86enne di Teramo, un 74enne di Penne, un 78enne e una 37enne di Pescara, una 75enne di Arielli (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero già essere state affette da patologie pregresse);  438 guariti (+33 rispetto a ieri, di cui 181 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 257 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

MORTA 37ENNE, E’ LA VITTIMA PIU’ GIOVANE IN ABRUZZO

Una 37enne di origini campane e residente a Pescara, risultata positiva al Covid-19, è morta nell’ospedale del capoluogo adriatico. Aveva gravi patologie pregresse. Si tratta della persona più giovane morta in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Il decesso è avvenuto martedì: la donna, in seguito a un malore improvviso, è morta per arresto cardiaco in pronto soccorso, dove era arrivata in condizioni disperate. Le analisi del tampone, eseguite dopo il decesso, hanno dato esito positivo.
Considerato che la donna non era un caso sospetto di Covid-19, sono stati informati i familiari per tutti i controlli del caso. Due in Abruzzo le vittime al di sotto dei 40 anni: oltre alla donna, c’è un 38enne di Tollo (Chieti).
Tre, invece, le persone al di sotto dei 50 anni: una 44enne di Pianella (Pescara), una 49enne di Pescara e un 50enne di Castiglione Messer Raimondo (Teramo). 

LA SITUAZIONE IN ITALIA

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, almeno 192.994 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (3.021 in più rispetto a ieri, per una crescita dell’1.6%; ieri +2.646).

Di queste, 25.969 sono decedute (+420, +1.6%; ieri +464) e 60.498 (+2922, +5.1%; ieri +3033) sono state dimesse.

Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 106.527 (il conto sale a 192.994 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia). I dati sono stati forniti dalla Protezione civile.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 22.068; 2.173 (-94, -4.2%; ieri -117) sono in terapia intensiva.

I dati Regione per Regione

Il dato fornito qui sotto, e suddiviso per Regione, è quello dei casi totali (numero di persone trovate positive dall’inizio dell’epidemia: include morti e guariti). Nella foto in alto è visibile quello dei soggetti attualmente positivi. La variazione indica il numero dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore.

Lombardia 71.256 (+1091, +1.5%; ieri erano stati +1.073)
Emilia-Romagna 23.970 (+247, +1%; ieri erano stati +289)
Veneto 17.229 (+348, +2.1%; ieri erano stati +143)
Piemonte 23.822 (+682, +2.9%; ieri erano stati +401)
Marche 6.028 (+76, +1.3%; ieri erano stati +28)
Liguria 7.173 (+124, +1.8%; ieri erano stati +131)
Campania 4.282 (+44, +1%; ieri erano stati +53)
Toscana 8.877 (+97, +1.1%; ieri erano stati +80)
Sicilia 2.981 (+55, +1.9%; ieri erano stati +43)
Lazio 6.132 (+78, +1.3%; ieri erano stati +79)
Friuli-Venezia Giulia 2.882 (+24, +0.8%; ieri erano stati +41)
Abruzzo 2.803 (+18, +0.6%; ieri erano stati +52)
Puglia 3.881 (+42, +1.1%; ieri erano stati +109)
Umbria 1.363 (+1, +0.1%; ieri erano stati +5)
Bolzano 2.456 (+21, +0.9%; ieri erano stati +19)
Calabria 1.079 (+10, +0.9%; ieri erano stati +9)
Sardegna 1.257 (+3, +0.2%; ieri erano stati +7)
Valle d’Aosta 1.100 (+4, +0.4%; ieri erano stati +1)
Trento 3.776 (+49, +1.3%; ieri erano stati +81)
Molise 287 (+3, +1.1%; ieri erano stati 0)
Basilicata 360 (+4, +1.1%; ieri erano stati +2)

La SITUAZIONE NEL MONDO 

I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato quota 190.000, mentre il numero complessivo dei casi ha passato la soglia dei 2,7 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Nel mondo i decessi sono 190.861 decessi.

Gli Usa viaggiano verso i 50mila morti e oltre 866mila casi. In Russia i nuovi casi sono 5.849, 615 i morti. Il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu lancia l’allarme: “Oltre metà dei 100 mila contagi in Turchia sono qui. Abbiamo chiesto al governo un coprifuoco permanente, ma la richiesta è stata ignorata”. 

La Spagna registra 367 vittime nelle ultime 24 ore, il bilancio giornaliero più basso da un mese a questa parte. Lo riferisce il governo spagnolo. Con il dato odierno il bilancio dei decessi provocati dal coronavirus in Spagna sale a quota 22.524 a fronte di un totale di 219.764 casi. Finora, scrive inoltre El Pais riportando i dati ufficiali comunicati oggi dal governo, nel Paese sono guarite 92.355 persone. 

Nuovo, lieve incremento – dopo due giorni in calo – del numero dei morti per coronavirus censiti nel Regno Unito, nei soli ospedali nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Sanità, indicando altri 684 decessi, una cinquantina più di ieri, fino a un totale di a 19.506.  I contagi diagnosticati superano intanto quota 140.000 (143.464), con curva d’incremento attorno a 5000 al giorno. I test eseguiti, seppur in leggero aumento, restano peraltro ancora lontani dal target di 100.000 al giorno promesso dal governo per fine mese.