L’AQUILA  – Nel reparto di malattie infettive che dirigo siamo da ieri completamente saturi cioè non abbiamo più posti letto disponibili dei nostri 24. Il 70% delle persone ricoverate sono non vaccinate, il resto sono persone vaccinate in età avanzata e comorbilità.  Questo ha indotto la direzione sanitaria a mettere a disposizione nuovi posti letto nel reparto pneumo-covid.  Per fortuna però la variante omicron è meno aggressiva, e la copertura vaccinale sta limitando i casi gravi: ad oggi sono solo due le persone intubate in terapia intensiva”.

La situazione dei contagi e dei ricoveri è illustrata  nell’intervista in diretta streaming di Abruzzoweb da Alessandro Grimaldi, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila.

Dal primo gennaio i nuovi positivi in Abruzzo sono stati 7.111 e il numero degli attualmente positivi è a quota 23.703. Sempre da inizio anno si sono verificati 749 contagi a Pescara, 346 a Teramo, 338 a Montesilvano, 245 a Vasto, 225 a Chieti, e 197 a L’Aquila. Mancano solo quattro pazienti ricoverati in area medica, come quelle dirette da Grimaldi,  e l’Abruzzo avrà parametri tali da imporre il passaggio in zona gialla. Il dato è infatti al 14,65%, ma per l’Agenas, che ha arrotondato i numeri, l’Abruzzo è già al 15%.

Il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva, è poi al 12%, già superiore alla soglia del 10%. L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti è a 1.296, rispetto ad una soglia massima di 50.

“La situazione è critica, del resto il numero di contagio elevato E inevitabilmente crescono anche quelli dei ricoveri –   conferma il primario -. Durante le festività natalizie si sono inevitabilmente verificati assembramenti, con lo shopping  e la socialità che a Natale vede una delle sue massime espressioni.  Questo in concomitanza con una situazione dal punto di vista epidemico non favorevole, con il dilagare di una variante, la Omicron, che nessuno si aspettava potesse essere così contagiosa. Non dimentichiamo che questa variante ha portato con sé ben 47 mutazioni e questo l’ha resa estremamente più contagiosa, cioè 4-5 volte più elevata della variante Delta, che a sua volta era molto più contagiosa della variante Alfa, anch’essa più contagiosa del ceppo originario del covid”.

Grimaldi si fa però latore di un messaggio nei limiti del possibile ottimistico.

“Stiamo constatando che la variante omicron è meno aggressiva – assicura il medico -, ha una sintomatologia che è a carico soprattutto delle vie aeree superiori, non dei polmoni.  Contestualmente i vaccini e potrebbero avere in qualche modo frenato le evoluzioni  sfavorevoli della malattia. Anzi, sicuramente è così: il vaccino non è una barriera invalicabile per i contagi, nel senso che purtroppo anche un vaccinato si contagia,  soprattutto quando ci si allontana di molto dalla seconda dose e quindi è necessario il richiamo. Però  nello stesso tempo ora siamo certi che il vaccino previene la forma grave di malattia ed è l’aspetto più importante, sia per non tornare alla drammatica emergenza degli ospedali pieni, e soprattutto per salvare vite umane. Posso assicurare che i vaccinati che arrivano nel nostro reparto hanno un quadro clinico molto meno pesante dei non vaccinati”.

L’INTERVISTA