ROMA – Stop alle gite scolastiche e alle feste private, con una “forte raccomandazione” a limitare anche quelle in casa con più di sei persone.

E ancora, stretta sulla movida e sui ricevimenti dopo le cerimonie e addio alle partite di calcetto e basket tra amici.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmano il Dpcm con le nuove misure per il contrasto al contagio da Covid. La firma è arrivata dopo aver ricevuto un riscontro dalle Regioni sul testo finale proposto dal governo. Le misure anti contagio del nuovo Dpcm firmato saranno valide per i prossimi trenta giorni.

Ieri è stato lo stesso premier, assieme ai ministri degli Affari Regionali Francesco Boccia , insieme allo stesso Speranza, ad illustrare i nuovi interventi alle Regioni dopo aver ribadito, a Taranto, le ratio seguita dal governo: interventi mirati ora per evitare in futuro misure più drastiche.

“Escludo un lockdown nazionale” ma “se la curva dovesse continuare a salire si potrebbe pensare a dei lockdown circoscritti”.

Per evitare di richiudere tutto, però, bisogna agire subito.

Ecco perché il Dpcm prevede comunque delle limitazioni che, come hanno ribadito più volte negli ultimi giorni fonti di governo vanno ad impattare direttamente sulla vita delle persone.

FESTE

Uno dei punti più controversi riguarda le feste private.

Nella bozza presentata alla Regioni il governo vieta quelle nei locali aperti al pubblico ma rivolge anche una forte raccomandazione per quelle nelle case private: se non si è conviventi non dovrebbero parteciparvi più di sei persone.

E’ stato lo stesso Conte a spiegare che nell’esecutivo la riflessione “è ancora in atto” poiché alcuni ministri – Speranza su tutti – vorrebbero vietare anche quelle in casa forti del fatto che il 77% dei contagi avvengono in ambito familiare.

Un nodo che potrebbe essere sciolto nelle prossime ore dopo la riunione tra il premier e i capi delegazione della maggioranza.

CERIMONIE

La bozza conferma invece le indiscrezioni che erano uscite in questi giorni per quanto riguarda matrimoni, comunioni, cresime e funerali: restano in vigore le regole dei protocolli già approvati per chiese e comuni ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

ADDIO AL CALCETTO

Confermato anche lo stop agli sport amatoriali di contatto.

Significa niente più partire tra amici che non siano regolamentate.

Il Dpcm salva infatti gli sport a livello dilettantistico: potranno cioè continuare a svolgere le attività tutte quelle società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi.

NIENTE GITE

Una novità emersa nelle ultime ore riguarda invece la scuola: saranno vietate, finché la situazione non migliorerà, gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi.

MOVIDA

Arriva anche la stretta annunciata sui luoghi di divertimento, per evitare assembramenti di giovani.

Alle 21 scatterà dunque il “divieto di sosta” davanti a quei locali che non offrono posti a sedere mentre ristoranti, pub e locali che offrono servizio al tavolo dovranno chiudere a mezzanotte.

Su questo punto alcuni governatori hanno puntato i piedi e lo stesso presidente dell’Anci Antonio Decaro ha chiesto di “lasciare i locali aperti” anche oltre la mezzanotte, “perché se uno sta seduto mantiene il distanziamento”.

In ogni caso aumenteranno i controlli con la circolare del Viminale che ha ribadito l’invito a sanzionare quei bar, pub e ristoranti che offrono le proprie sale per “attività danzanti”.

IN MILLE NEI PALAZZETTI

Il Dpcm interviene poi sulle regole per gli eventi sportivi.

Non cambia nulla per gli stadi – dunque alle partite potranno continuare ad assistere non più di mille persone, anche per i campi di serie A – mentre la capienza dei palazzetti viene portata al 15%, anche se non si potrà andare oltre i mille spettatori. Salta dunque il limite delle 200 persone al chiuso.

CINEMA E TEATRI

Limite che invece resta per cinema, teatri e sale da concerto, come restano i mille spettatori all’aperto.

In un primo momento si era parlato di un taglio per questi settori, ma è stato il ministro della Cultura Dario Franceschini dopo i numerosi appelli del mondo dello spettacolo, a fugare i dubbi. ”

Non esiste il rischio. Saranno confermati questi limiti con la conferma della possibilità delle regioni di derogare.

E le deroghe concesse con ordinanze regionali verranno fatte salve proprio con il Dpcm”.

SMART WORKING

Il governo dovrebbe anche intervenire sullo smart working, per potenziarlo e portarlo nella P.a. dall’attuale 50% al 60-70%, con un invito ad un rafforzamento anche nelle aziende private.

Incentivo, quest’ultimo chiesto anche dall’Anci per decongestionare i trasporti.

DIDATTICA A DISTANZA E TRASPORTO LOCALE

E proprio il trasporto pubblico locale è alla base della richiesta arrivata da alcuni governatori, a partire da Luca Zaia.

Se ci sarà un intervento per ridurre la capienza di bus e metropolitane deve essere attivata la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori.

E’ probabile che la questione non finisca nel Dpcm ma il nodo dei trasporti “esiste” ammette un ministro, mentre i tecnici ribadiscono la loro richiesta, si torni al 50% della capienza.

COME CAMBIA LA QUARANTENA, LA CIRCOLARE DEL MINISTERO

Nuova Circolare del ministero della Salute che aggiorna le indicazioni sulla durata e il termine dell’isolamento e della quarantena, tenendo conto della situazione epidemiologica, delle evidenze scientifiche, delle indicazioni di organismi internazionali come OMS ed ECDC e del parere del Comitato Tecnico Scientifico che si è riunito ieri.

ASINTOMATICI

“Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale va eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test)”.

SINTOMATICI

“Le persone sintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

CONTATTI STRETTI

“I contatti stretti di casi con infezione confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno”.

Viene inoltre raccomandato di: eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze.

E ancora: prevedere accessi al test differenziati per i bambini; di non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità; promuovere l’uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing.

CASI POSITIVI A LUNGO TERMINE

“Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)”.

La Circolare chiarisce infine che : l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.

La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

DIVIETO FESTE IN CASA, DUBBI COSTITUZIONALITA’, TENSIONE CON REGIONI SU SCUOLE

Se entrare nelle case degli italiani, vietando le feste, come poter controllare fin dentro gli appartamenti, rischiando di scatenare la delazione tra condomini.

E’ la discussione che accende il governo e fa slittare di qualche ora il nuovo dpcm con le misure anti contagio.

Il braccio di ferro va avanti per tutto il giorno.

Esprimono dubbi Regioni e Comuni.

Ci sono dubbi di costituzionalità che, secondo alcune fonti di maggioranza, potrebbero non passare il vaglio del Quirinale.

E la discussione si fa “molto tesa” nella riunione notturna del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione.

Imporre un obbligo dentro casa, è l’obiezione, potrebbe essere incostituzionale.

Ma alcuni ministri sostengono la proposta, anticipata in tv dal ministro Roberto Speranza, di vietare ogni tipo di festa, anche quelle organizzate dentro le abitazioni private, in chiave anti contagio.

Altri ministri, all’opposto, con Teresa Bellanova di Iv in testa, sono contrari non solo a introdurre il divieto ma anche a una formula più soft, perché non vincolante, di una “raccomandazione”.

Alla fine passa la mediazione di Conte: nel dpcm ci sarà il divieto delle feste private fuori da casa (30 persone al massimo per cerimonie come matrimoni e cresime) e sarà raccomandato di non fare feste a casa e comunque non ospitare più di sei persone per volta – parenti o amici – se non sono abitualmente conviventi.

Ma c’è un altro tema che agita governo ed enti locali, a poche ore dal varo delle nuove misure: la possibilità, se non si riuscisse a garantire le distanze adeguate sui mezzi pubblici, di tornare alla didattica a distanza a scuola.

L’idea viene avanzata da alcuni governatori, tra cui Luca Zaia, come risposta all’ipotesi del governo di abbassare la capienza sugli autobus sotto la soglia attuale, dell’80%.

Stefano Bonaccini la fa presente, senza sostenerla, nella cabina di regia tra enti locali e governo.

“E’ un tema che si pone, soprattutto in prospettiva”, osserva un ministro. Ma la sola ipotesi allarma chi, come il segretario del Pd e governatore Nicola Zingaretti, ritiene che garantire la scuola e l’università, così come il lavoro, siano le priorità di questa fase dell’emergenza.

E dopo la riunione dei capi delegazione da Palazzo Chigi fanno sapere che si va avanti con la didattica in presenza, in tutte le scuole.

Per ora è sulle misure che limitano la movida, gli sport di contatto amatoriali e anche i rischi di contagio in casa, che il governo si sofferma. E litiga.

Le posizioni in campo sono chiare. Speranza, con il sostegno del Pd, nel weekend ha proposto, alla luce dei dati secondo cui il 75% dei contagi avviene in ambito familiare, la necessità di vietare tutte le feste, anche quelle dei bambini o le festicciole tra amici.

Bellanova all’opposto ha fatto trapelare tutti i suoi dubbi, perché si dovrebbe entrare nelle case degli italiani. Come si fa, chiedono i sindaci al governo, a garantire la sorveglianza in quelle cittadine dove ci sono magari due o tre soli vigili urbani?

Sono i dubbi che sembrano avere gli uffici legislativi di alcuni ministeri, tra cui il Viminale: come garantire i controlli? Dubbi che Conte ha su un piano anche giuridico: imporre un divieto dentro casa rischia di essere incostituzionale.

Di qui la scelta del premier di proporre la mediazione: una “forte raccomandazione”, non giuridicamente vincolante e non foriera di sanzioni.

In più, potrebbe esserci una campagna di comunicazione per sensibilizzare gli italiani, a portare le mascherine anche in casa, con le persone non conviventi, e a limitare le cene, gli aperitivi, le partite a carte.

Una mediazione si raggiunge anche sui limiti di capienza di stadi (il 15%, con un massimo di 1000 spettatori), cinema e teatri, per i quali Franceschini, facendo proprie le preoccupazioni di un intero settore, mantiene i limiti – e le deroghe – già ora in vigore.

Resta comunque il divieto assoluto per le discoteche e la chiusura di ristoranti e bar alla mezzanotte (qualche regione proponeva l’una di notte): con la movida non si può scherzare.

E’ questo l’argine per evitare nuovi rischi di lockdown o blocchi delle attività produttive.