ROMA – La cura con gli anticorpi monoclonali nella malattia Covid-19 si arricchisce sempre di più: sono quelli che stanno sperimentando – riporta ilGiornale.it – con ottimi risultati Vir Biotechnology e l’industria farmaceutica britannica Gsk (GlaxoSmithKline), quest’ultima con numerose sedi in Italia.
In un comunicato congiunto, Vir e Gsk hanno intenzione di richiedere immediatamente l’autorizzazione all’uso di emergenza negli Stati Uniti e ed in altri Paesi annunciando che il loro monoclonale riduce l’ospedalizzazione ed il rischio di morte nel trattamento precoce degli adulti con Covid-19. Lo ha stabilito un comitato indipendente di monitoraggio dei dati (Idmc) che ha valutato la Fase 3 della cura con Vir-7831 come monoterapia per il trattamento precoce di Covid-19 negli adulti ad alto rischio di ospedalizzazione.
“La raccomandazione Idmc si basava su un’analisi ad interim dei dati di 583 pazienti arruolati nello studio Comet-Ice, che ha dimostrato una riduzione dell’85% dell’ospedalizzazione o della morte nei pazienti che ricevevano Vir-7831”, scrivono i ricercatori.
Secondo Repubblica, dal 18 marzo ad oggi sono già stati trattati quattro pazienti Covid positivi con gli anticorpi monoclonali presso la Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale “San Martino”, diretta dal professor Matteo Bassetti, fra i primi in Italia a sperimentare questo trattamento. Lo rende noto la direzione sanitaria del nosocomio. Si tratta di due pazienti maschi, rispettivamente nati nel 1949 e 1951 e di due donne, nate entrambe nel 1945.
“Ora che i monoclonali sono arrivati in tutta Italia, cerchiamo di usarli. Creando, se non ci sono già, rapporti di collaborazione con i medici di medicina generali per intercettare i casi il prima possibile”, l’invito di Bassetti.





