ROMA – “Non creiamo un isterismo sulle varianti, di varianti ce ne sono tantissime. Ne avrà fatte a centinaia questo virus, lui ci fa vedere quelle che a lui danno un vantaggio, ma ne avrà scartate centinaia che non gliene davano nessuno. La variante è tipica del virus, è inutile allarmarsi più di tanto, stiamo attenti però perché è vero che abbiamo le cure, adesso arrivano i monoclonali, il vaccino lo abbiamo, quindi abbiamo l’immunizzazione attiva, l’immunizzazione passiva con i monoclonali, abbiamo gli antivirali, ma comunque dobbiamo evitare di contagiarci”.
Così all’Ansa l’epidemiologo molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, Massimo Ciccozzi, in merito alle varianti che stanno facendo paura nel mondo e ormai anche in Italia.
“Il problema varianti diciamo che è arrivato anche in Italia, con quelle inglese, sudafricana e brasiliana. Non c’è per fortuna ancora una grossa circolazione, è vero anche che ne sappiamo poco perché non abbiamo ancora il sistema di sorveglianza. Il consorzio che si sta creando nasce ora, diamo tempo di mettersi in moto, perché allora ne sapremo di più”.
E sulla preoccupazione della risposta dei vaccini a queste varianti: “I vaccini ad mRna (come quelli Pfizer e Moderna, ndr.) – spiega Ciccozzi – sono i più duttili e possono cambiare seguendo le mutazioni sulla spike riprogrammando il vaccino o meglio L rna che codificherà per la nuova Spike mutata in sei/sette settimane. Per quelli che usano virus inattivato o la proteina già formata è più difficile, ci vuole molto più tempo. Ovviamente chi ha fatto già il vaccino con la proteina Spike non mutata farà una dose buster, cioè una dose aggiuntiva a quelle già fatte per il vaccino”.
La notizia buona, conclude Ciccozzi “è che sulla variante inglese il vaccino funziona, un po’ meno su quella sudafricana e quella brasiliana, perchè l’altra mutazione che sembra apparire anche su quella inglese è la 484, la E 484K, sembra che sia implicata nello sfuggire agli anticorpi; se sfugge agli anticorpi rende il vaccino un po’ meno efficace, non inefficace, sempre efficace ma la sua efficacia diminuisce. Il vaccino va sempre fatto”.






