L’AQUILA – “Il nostro sindaco, pur sapendo bene da giorni che siamo uno dei focolai più incontrollati d’italia, perché gli è stato detto e ridetto, va alla manifestazione per dire che è contro la chiusura dei locali. Bene, ma che sta facendo? Quale è l’alternativa? Marsilio ieri ha detto che va tutto bene, Abruzzo da Manuale delle giovani Marmotte. Peccato che in tutta la città dell’Aquila nelle farmacie abbiamo meno di dieci bombole di ossigeno, e che ieri, sabato, alcuni pazienti non l’hanno trovata”.
Uno sfogo memorabile, contro il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il presidente della Regione Marco Marsilio, quello dell’ex sindaco dell’Aquila ed ex-parlamentare Massimo Cialente, del Partito democratico, medico pneumologo, nelle ore in cui governo e regioni portano avanti trattative ad oltranza per decidere i contenuti dell’imminente dpcm del premier Giuseppe Conte, necessario a frenare un epidemia fuori controllo e che in Italia ha fatto già 38.826 morti, 298 solo ieri.
Uno spettacolo “nauseante”, per l’ex primo cittadino, che mette in discussione, e non è l’unico, l’assetto istituzionale delle autonomie locali, dei tanti troppi feudi politici in cui è divisa l’Italia.
“Sono 20 giorni che i presidenti di regione, e molti sindaci, fanno il gioco del cerino con il governo. Prima , alla fine del lockdown, erano quelli che volevano aprire tutto, compresi gli stadi; poi sono stati contro tutte le accortezze le prescrizioni. Non hanno fatto niente, niente!, si sfoga Cialente.
Incalza dunque: “Sono stati contro la chiusura di bar e ristoranti, poi contro la possibilità di chiudere strade della movida (‘il governo scarica su di noi!”, come se a Roma sapessero che la movida all’Aquila sta a via Garibaldi). Addirittura hanno chiesto che il governo decretasse di non fare più i tamponi agli asintomatici (pazzia ) perché non si erano attrezzati (come neanche l’Abruzzo ha fatto) e non volevano che uscisse fuori. In base all’umore dei propri amministrati giocano, e rimbalzano sul governo”.
E ancora: “oggi De Magistris ha reso una dichiarazione pazzesca: “un nuovo lokdown per Napoli sarebbe una sconfitta”. Ma lui che propone in una città che ha gli ospedali scoppiati? Lo dice perché ormai deve attaccare sempre De Luca, del resto non gli frega niente. De Luca spara ogni sera, ma chiede il lock down al governo, lui non lo decreta. Zaia, che deve guardare ai suoi della lega è contro il lockdown. generalizzato, ma lui se e lo decreta il governo si sfrega le mani. Ognuno lucra spazietti di consenso, nessuno si cura realmente della propria gente e del Paese”.
“E’ la vergogna di una classe politica miserevole, pavida, vigliacca. Unica attenuante è che è scelta ed amata. Perché liscia il pelo, in un Paese dove l’etica e l’onore sono oramai disvalori per tutti. Si decreti che ogni regione decreta per se, e si chiudano le regioni. Basta, Forse cominceranno a darsi da fare. Quando è servito, in situazioni altrettanto drammatiche, se non peggio, c’è stato chi ci ha messo sempre la faccia. Vedere ora i vigliaccucci, che sanno che io so che sanno, mi indigna. Nausea, nausea”.





