L’AQUILA – “In rari casi la vaccinazione potrebbero provocare l’insorgenza di miocarditi, patologia del cuore che è anche, e in misura ben maggiore, una conseguenza dell’infezione del covid-19. Dobbiamo però considerare che il numero medio di incidenza delle miocarditi in Italia ogni anno è di 10-20 casi ogni 100.000 persone, indipendentemente dall’infezione covid o dal vaccino. Tra i soggetti vaccinati, si registra un caso ogni 100.000 persone. Ma l’ipotesi del nesso tra vaccinazione e miocardite, non ancora dimostrata scientificamente, è una ipotesi valida, visto che quest’ultima si manifesta dopo pochi giorni, tra i tre e sette, dopo che è stato somministrato il vaccino”.
Lo afferma nell’intervista streaming ad Abruzzoweb, al cardiologo e aritmologo Pietro Rossi, 47 anni, originario di Cassino nel Lazio, luminare del Fatebenefratelli Isola Tiberina a Roma, con solidi legami con l’Abruzzo, visto che la moglie è originaria di Collelongo, in provincia dell’Aquila.
“Il covid è un’infezione virale sistemica, e coinvolge principalmente i polmoni, ma che può avere come bersaglio anche il cuore – esordisce il medico -. Determinando principalmente una infiammazione del tessuto, che riduce la capacità contrattile del ventricolo, una disfunzione che può diventare molto grave, ed anche mortale. La patologia dunque che coinvolge il cuore in caso di infezione da covid è principalmente la miocardite, oltre che le microtrombosi, che contribuiscono ad una sofferenza dovuta alla scarsa ossigenazione”.
Alla domanda su quali sono i sintomi, il professore risponde: “senz’altro il dolore toracico, un affanno persistente, con difficoltà a respirare. In altre situazioni il sintomo è quello della palpitazione, l’anomalia del ritmo cardiaco, l’abbassamento della pressione e una sensazione di stanchezza”.
Venendo invece ai possibili effetti collaterali del vaccino: il medico piacentino Alessandro Capucci, ordinario di Malattie cardiovascolari e già direttore della Clinica di Cardiologia, Università Politecnica delle Marche ha di recente sostenuto che “nel 2021 si è riscontrato un aumento dei casi di miocardite giovanile e negli atleti. Anche le morti improvvise tra i calciatori sono superiori alla media. Dagli studi emerge un legame significativo con i vaccini mRna, il Ministero non dovrebbe minimizzare. Il problema è più accentuato negli atleti maschi e giovani, specie a causa dei livelli di catecolamine”.
Commenta dunque il dottor Rossi: “La relazione temporale tra l’avvenuta vaccinazione e l’insorgenza della miocardite, non è di per sé stessa la prova che sia stata il vaccino a provocarla. Ripeto, non ci sono ancora studi che dimostrino il nesso causa ed effetto, ma l’ipotesi è scientificamente suggestiva, ed è giusto e importante fare ricerche approfondite”.
Conclude però il dottor Rossi: “l’evidenza scientifica l’abbiamo sulle complicazioni che l’infezione determina anche a livello cardiaco, ben superiore a quella che potrebbe essere causata dalla vaccinazione. Dunque l’indicazione non può che essere quella di continuare con le vaccinazioni, che sono state le armi più preziose finora a disposizione per combattere la pandemia, abbattendo il numero di casi acuti, ricoveri e decessi. Ed anche delle conseguenze negative sul cuore”.
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