PIZZOLI – “Convocazioni mai arrivate, esiti dei tamponi mai ricevuti dalla Asl e nessuna comunicazione ufficiale mentre qualcuno, magari, visto che è consentito, continuava ad uscire: ecco come partono i focolai, ecco come si diffonde il virus”.

A denunciare la situazione di disagio venutasi a creare a Pizzoli, comune alle porte dell’Aquila che conta circa 4.500 abitanti, è una delle mamme dei bambini che frequentano la scuola d’infanzia. Da lunedì, un’intera classe è in quarantena a causa dell’accertata positività di un bambino. Ventiquattro in totale, tra bambini e insegnanti, le persone chiuse in casa, ancora in attesa degli esiti dei tamponi. Ma l’intera vicenda è ancora più complicata perché, viene lamentato dai genitori, non è mai arrivata nessuna comunicazione ufficiale da parte della Asl e gli interessati sono riusciti ad informarsi solo tramite “passaparola”, a causa dei noti disservizi che hanno interessato in questi giorni la Asl dell’Aquila a causa di un problema al sistema informatico.

“Abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiosa da parte della rappresentante di classe domenica scorsa, 16 maggio – racconta una mamma ad AbruzzoWeb – Il lunedì ci è arrivata dalla scuola la nota della Asl che ci informava ufficialmente di questa quarantena e che saremmo stati poi contattati per i tamponi. Ovviamente questo non è successo, o meglio, è successo in parte. Ho contattato la Asl tramite Pec, perché altrimenti non rispondono: loro dicono di aver inviato una mail a tutti i sottoposti alla quarantena ma, non si sa per quale motivo, non è arrivata a tutti. Per quanto ne sappiamo diversi bambini non sono stati convocati, risultavano tutti in lista ma non tutti sono stati convocati per il tampone”.

A questo punto, spiega, “un gruppo di noi genitori ha deciso di propria iniziativa di presentarsi a Preturo per effettuare i tamponi. Si sono anche infastiditi perché ci siamo presentati in ritardo. Abbiamo fatto presente che non ci erano arrivate comunicazioni e che eravamo lì di nostra iniziativa e a quel punto li abbiamo anche sollecitati a contattare gli altri genitori che con molta probabilità non erano stati avvertiti”.

“Per quanto mi riguarda, dopo aver inviato una Pec, sono stata successivamente contattata dalla Asl, e mi hanno detto che per loro le mail erano partite e non capivano come mai non fossero arrivate”.

Ma non basta, perché “i referti non sono mai arrivati, non abbiamo ancora l’esito dei tamponi effettuati martedì. Sappiamo chi sono i positivi e chi i negativi, sempre in via ufficiosa, attraverso passaparola”, sottolinea la mamma, che aggiunge: “Abbiamo messo in mezzo il Comune, sempre grazie a contatti tra noi mamme. Una vigilessa si è presa la briga di verificare, come poteva, e abbiamo scoperto una parte dei risultati dei tamponi di questi bambini e, ancora ufficiosamente, la Asl ha telefonato ai pediatri che, sempre ufficiosamente, hanno avvisato le famiglie”.

Per quanto è stato possibile accertare, attraverso i collegamenti dei genitori, sarebbero tre i positivi: “tramite miei contatti sono riuscita a parlare con l’ufficio di igiene e siamo arrivati a questa verità”.

“Parliamo tanto di prevenzione ma non riusciamo neanche ad avere dei risultati dei tamponi. Almeno i positivi li chiamassero, qui è un problema di sanità pubblica. Ecco come partono i focolai”.