PESCARA – Gli italiani in vacanza, e gli abruzzesi non fanno eccezione, sembra che abbiano dimenticato che c’è una pandemia in corso, che ha mietuto nel Paese finora 129.000 morti e in Abruzzo 2.519.
La foto scattata da un lettore in un noto locale della costa adriatica abruzzese è la plastica rappresentazione di quello che avviene quotidianamente in non pochi locali: nessun distanziamento fisico, e nessun utilizzo della mascherina, che sarebbe in teoria obbligatorio indossare anche negli spazi esterni dei locali, in caso di assembramento, e se non si è seduti al tavolo.
Alcuni lettori, assicurano poi ad Abruzzoweb, che si sono recati a consumare dentro locali e a mangiare dentro ristoranti senza che nessuno gli abbia chiesto il green pass, che pure sarebbe anch’esso rigorosamente obbligatorio. Impazzano poi le feste private, dove manco a dirlo vige il regime del free-green pass. Case e giardini si trasformano poi di sovente in vere e proprie discoteche abusive, visto che i locali da ballo non hanno potuto riaprire i battenti, proprio per il rischio contagio.
I controlli delle forze dell’ordine ci sono, ma non è affatto semplice imporre regole con controlli capillari e assidui, per mancanza di forze in campo, mentre impazza la movida, sia nelle città che sulla costa.
Ha commentato ieri il virologo Fabrizio Pregliasco: “la Medicina del turismo ci dice da sempre che in vacanza si abbassa l’attenzione, si fanno cose che abitualmente, a casa propria, non si farebbero. Ma di fatto le malattie non vanno in vacanza”.






