ROMA – È del 14% la percentuale di posti letto nelle terapie intensive degli ospedali italiani occupati da pazienti Covid aggiornata al 26 maggio, pari a -1% rispetto al giorno prima. Mentre è al 13% la percentuale di posti occupati in area non critica, e anche in questo caso si registra un -1% sulle 24 ore precedenti.

I numeri emergono dal monitoraggio quotidiano dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, relativo alla pubblicazione giornaliera del Dipartimento di Protezione civile su dati del Ministero della Salute.

Per quanto riguarda le diverse regioni, solo in Toscana si registra il valore più alto con il 24% di occupazione dei posti in terapia intensiva. Seguono Lombardia e Lazio con il 19%, la Liguria con il 17%, le Marche e la provincia autonoma di Trento con il 16%, Piemonte e Puglia al 15%. Il dato più basso è stato rilevato nella provincia autonoma di Bolzano con il 4%, e tra le regioni il Friuli e il Veneto al 6%.

L’unica regione ad aver avuto l’aumento di un punto percentuale dei posti letto in area non critica è la Sardegna, che ieri è passata dal 10 all’11%. Tutte le altre regioni e le province autonome risultano stabili o in diminuzione.

La soglia di rischio del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche è stata individuata dal decreto del Ministro della Salute dell’aprile dello scorso anno. Per area non critica si intendono i posti letto di area medica relativi alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. I dati vengono trasmessi periodicamente dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano al Ministero della Salute.