L’AQUILA – Ieri prima giornata di ritorno in zona gialla in Abruzzo, con locali che hanno potuto riaprire seppure con tavoli all’aperto anche a cena. Ma non ovunque, essendo ancora 11 i comuni abruzzesi in zona rossa. E quelli teramani, Giulianova, Martinsicuro, Torricella Sicura e Castellalto sono sul piede di guerra.
Ieri si è tenuta una riunione dei sindaci con il manager Asl Maurizio Di Giosia, l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, nel corso si è aperta l’ipotesi di una fine anticipata della zona rossa, non lunedì prossimo ma già nelle prossime ore, forse giovedì. “La richiesta di un tavolo di confronto – si legge in una nota dei primi cittadini – si rende necessaria al fine di capire le ragioni che hanno portato l’unità di crisi e la Asl alla decisione della zona rossa per i nostri comuni dicono i primi cittadini anche in considerazione degli esigui numeri dei contagi e il trend in netta diminuzione nell’ultima settimana e in base ai dati forniti da alcuni comuni limitrofi che evidenziano una situazione analoga o, addirittura, peggiore della nostra. Alla luce di questo ci auguriamo che sia possibile rivedere l’ordinanza prima del 30 aprile”.
Nel resto d’Abruzzo, ieri tante persone nelle vie della movida, con la possibilità per locali e ristoranti di poter servire ai tavolo esterni, sia a pranzo che a cena, e con la possibilità dei cittadini di potersi muovere liberamente sul territorio regionale. Ma molti locali non hanno aperto, perché ritengono eccessivamente penalizzanti le misure di sicurezza, in primis il coprifuoco alle ore 22.
C’è all’opposto chi teme che il “liberi tutti” è prematuro e pericoloso. Importante sarà dunque l’andamento della campagna vaccinale, e da questo punto di vista, sono in arrivo 180.300 i vaccini entro il mese prossimo, che potrà dare sicurezza delle scorte.
Come specificato dal referente per la campagna vaccinale in Abruzzo Maurizio Brucchi, “già oggi arriveranno 7.700 dosi, di cui 2.700 di AstraZeneca e 5mila di Moderna. Giovedì sarà la volta di 44mila Pfizer, per un totale settimanale di 51.700 vaccini”.
L’ULTIMO BOLLETTINO
Sono 81 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 5 e 97 anni, emersi dall’analisi di 3.627 tamponi molecolari e 3.070 test antigenici: il tasso di positività è pari all’1.2%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 70.696.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi e sale a 2.385, di età compresa tra 65 e 95 anni: 2 in provincia di Pescara, 3 in provincia di Teramo, uno in provincia dell’Aquila e 2 in provincia di Chieti). Del totale odierno, 4 casi fanno riferimento a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 59.697 dimessi/guariti (+516 rispetto a ieri).
Del totale dei casi positivi, 17.648 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+29 rispetto a ieri), 18.131 in provincia di Chieti (+5), 17.734 in provincia di Pescara (+19), 16.452 in provincia di Teramo (+26), 546 fuori regione (+3) e 185 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 15, di cui 5 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 8.614 (-443 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1.000.018 tamponi molecolari (+3.627 rispetto a ieri) e 403.588 test antigenici (+3.070 rispetto a ieri).
400 pazienti (-19 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 45 (+1 rispetto a ieri con un nuovo ricovero) in terapia intensiva, mentre gli altri 8.169 (-425 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
ZONA GIALLA: LE NUOVE LE REGOLE
BAR E RISTORANTI
Da lunedì come recita il decreto “nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Resta anche il divieto, per bar senza cucina e le enoteche, di vendere bevande da asporto dopo le 18.
Le dichiarazioni del ministro per gli Affari generali Mariastella Gelmini, che aveva parlato della possibilità di poter rimanere seduti al tavolo fino alle 22 e poi tornare a casa senza il rischio di incorrere in sanzioni, in realtà sono state smentite da una circolare del Viminale. Non si può stare fuori dalla propria abitazione.
I baristi protestano per il divieto di servire al banco. E in generale i titolari di locali di somministrazione sono contrari al coprifuoco alle 22, e ai pranzi e cene solo all’aperto.
Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti, sottolinea che “da un sondaggio fatto, il 40-50% dei ristoranti non riaprirà perché le temperature non favoriscono cene all’esterno e, comunque, per riaprire al pubblico bisogna richiamare i dipendenti, servono i tavoli, un aiuto in cucina”.
CINEMA E TEATRI
Come recita il decreto, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto possono essere svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.
La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.
Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.
ATTIVITA’ SPORTIVE
Da oggi infatti c’è il via libera alla pratica di qualsiasi sport all’aperto, anche da contatto: si può tornare a giocare quindi a calcetto o basket, solo per fare qualche esempio. Ma il decreto pone comunque delle limitazioni per garantire la sicurezza di tutti. “Resta comunque interdetto l’uso degli spogliatoi se non diversamente stabilito nelle linee guida”, è infatti specificato nel testo.
MUOVERSI IN ZONA GIALLA: VADEMECUM
Spostamenti verso altre abitazioni
Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.
Spostamenti verso seconde case
Si possono raggiungere le seconde case in regioni gialle e arancioni, si possono portare familiari o amici ma non più di 4.
Da una regione gialla all’altra
Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Dunque non serve nessuna autocertificazione per motivi di lavoro, sanitari e altre motivate ragioni.
Da una regione gialla ad una regione arancione o rossa
Il decreto prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette certificazioni verdi Covid-19, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea.







