L’AQUILA – Potrebbe arrivare nella giornata di oggi l’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, che farà scattare con ogni probabilità da domani, su tutto il territorio regionale, la “zona rossa” fino al 3 dicembre, per contrastare l’epidemia dilagante che sta portando al collasso gli ospedali, con restrizioni ancora più forti alla mobilità rispetto all’attuale “zona arancione”, come il divieto di spostamento dalla propria abitazione, se non per motivi di lavoro, sanitari e altri comprovati motivi urgenti, chiusura dei negozi, eccetto quelli di prima necessità. Resta il nodo della chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
E si apre anche uno scontro politico in seno alla maggioranza in Regione. Il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia e pescarese, vuole far salvo il suo territorio provinciale, meno colpito dalla seconda ondata, e preme per zone rosse solo nei territori dove il contagi stanno picchiando duro. In controtendenza rispetto l’orientamento seppure non unanime del Comitato tecnico scientifico, il cui allarmato parere è alla base della sofferta decisione di Marsilio. A mostrare perplessità sulla zona rossa generalizzata, anche il componente del Cts Giustino Parruti, direttore della Uoc della Asl di Pescara.
Oggi c’è stata comunque la consultazione in video conferenza del presidente con sindaci, amministratori, categorie, e con gli esponenti della minoranza in regione, che però lanciano bordate perché convocati a decisioni praticamente prese.
Marsilio avrebbe avuto contatti con il Governo nazionale sulla istituzione di una zona rossa più restrittiva di quella prevista nel Dpcm, in particolare con la chiusura totale della scuole: avrebbe ricevuto il placet del ministro della Salute Roberto Speranza, mentre il capo del dicastero alla Istruzione Lucia Azzolina sarebbe titubante.
I contatti con il governo sono anche tesi a capire se il Governo come successo in altre occasioni impugnerà un provvedimento regionale che va in contrasto con una norma statale, quindi sovraordinata. Comunque, la ordinanza di Marsilio potrebbe essere impugnata davanti al Tar da cittadini ed associazioni che in queste ore sono in mobilitazione per la questione legata alla conciliazione tra lavoro dei genitori e necessità di assistere i figli che non vanno a scuola.
Nell’incontro con i sindaci, a bocciare la proposta di chiudere le scuole e lamentare “confusione e scarsa chiarezza”, sono stati il presidente della Provincia di Chieti e Sindaco di Lanciano, Mario Pupillo e il sindaco del Comune di Chieti, Diego Ferrara
“Riteniamo per quanto riguarda la scuola che non si debba andare oltre ciò che stabilisce il DPCM attualmente in vigore, lasciando la frequenza in presenza per le scuole di primo grado così come previsto, anche per rispondere a esigenze organizzative concrete delle famiglie e delle scuole che non possono e non devono essere ignorate né costrette a subire decisioni improvvisate”, hanno detto.
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, ha invece chiesto che “qualunque sia la decisione del presidente, che comunque rispetteremo consapevoli della problematica e della delicatezza delle responsabilità del nostro governatore, è un confronto col Governo per chiarire quali sono i ristori e il sostegno che va assicurato alle famiglie, come bonus baby sitter e congedi parentali”.
L’ordinanza di istituzione della zona rossa di Marsilio dovrà essere recepita in ogni caso dal ministro Speranza.
Un accordo c’è sulla zona rossa, ma non sulla chiusura di tutte le scuole, contro cui ha tuonato anche il capogruppo Commissione Cultura e Istruzione Camera dei Deputati Gianluca Vacca, M5S: “Mi auguro che le notizie di un’imminente chiusura delle scuole in Abruzzo siano infondate”, ha detto, perfettamente in sintonia con ministro Azzolina che è senza se e senza ma per la linea delle “scuole aperte”, ma sempre più nell’occhio del ciclone visto che è concreta l’ipotesi che a contribuire la seconda andata del coronavirus siano state proprio le riapertura delle scuole. Contro la chiusura delle scuole si schiera anche Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico nazionale: “C’è un’emergenza che dobbiamo affrontare subito ed è quella delle scuole. Molti politici hanno scelto di sacrificare la scuola come segnale di efficiente reazione in risposta all’emergenza. Banalizzo e sintetizzo questioni drammaticamente serie, ma ho la percezione che la tradizionale cultura di disprezzo del bene primario che è la scuola e la formazione dei nostri giovani si traduca bene nelle reazioni di molti improvvisati politici del nostro disgraziato Paese”.
Potrebbe prevalere alla fine l’ipotesi di aprire solo le scuole dell’infanzia, elementari e prime medie con obbligo della mascherina. Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori e per le scuole seconde e terze delle medie.
Sulle scuole non ci sarebbe accordo pieno nemmeno le comitato scientifico, anche se a maggioranza si propende per la chiusura totale.
Il problema è che con le attività produttive che non si fermano i genitori avranno non pochi problemi dovendo in teoria lasciare a casa da soli in molti casi i loro figli in caso di chiusura totale delle scuole. E la rabbia serpeggia già sui social.
La decisione di fare dell’Abruzzo zona rossa, è stata assunta al termine della riunione del Comitato tecnico scientifico regionale preceduto da Alberto Albani che ha valutato l’andamento epidemiologico e ha trasmesso al governatore Marco Marsilio le valutazioni e richieste. Che sono, giocoforza, pesantissime. Il presidente ha poi informato della situazione assessori e capigruppo in Regione. La zona rossa si rende necessaria in particolare alla luce del rischio che gli ospedali vadano al collasso con impossibilità di curare tutte le altre patologie. E dunque la chiusura deve essere generalizzata.
La zona rossa che inciderà ancora più negativamente sulla già provata economia regionale.
Bar, ristoranti gelaterie, pasticcerie saranno chiuse 7 giorni su 7, e non potranno più restare aperte almeno fino alle ore 16. Asporto consentito fino alle 22.
Resteranno aperte invece alimentari, tabaccherie, farmacia parafarmacie, edicole, ma anche a differenza del lockdown di primavera, lavanderie, parrucchiere Barbieri.
per i mezzi trasporto pubblico resta l’obbligo del riempimento sulla 50%.
Sospese poi tutte le competizioni sportive: sarà possibile solo la classica corsetta nelle vicinanze della propria abitazione. Restano chiusi centri sportivi, piscine, palestre, teatri, cinema, attività di sale giochi, sale bingo e scommesse.
L’idea del governo regionale è comunque chiara: anticipare quelle che potrebbero essere le decisioni nazionali di alcuni giorni, in modo da non perdere tempo, agevolare il calo della curva epidemiologica e, soprattutto, mettere già nel mirino la riapertura per il periodo natalizio, quello che è più produttivo sotto il profilo economico finanziario.
Tra i primi ad annunciare ieri gli esiti del confronto il vice presidente della giunta, Emanuele Imprudente, leghista aquilano “A volte si deve fare anche ciò che non si vuole fare, perché è giusto ed opportuno. Nessuno può sfuggire alle responsabilità, questi non sono momenti per fare giochi politici e propagandistici ma sono momenti in cui prendere posizione e anticipare scelte. L’Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura scuole”.
A non essere d’accordo però il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che vibra una stoccata a Imprudente.
“Si chiude dove serve – ha commentato su facebook Sospiri – . Bisogna saper pesare le parole nei momenti difficili sapendo che chi non si espone e sta bello zitto mantiene la sua poltroncina ma ahimè io sono di un altra pasta e visto che in questo mondo impazzito non si lascia modo di confrontarsi e si rilasciano dichiarazioni a carte non ancora firmate allora è giusto chiarirci un punto per volta: il dpcm del Governo prevede in zona rossa che le scuole materne dell’infanzia fino alla prima media devono restare aperte e così deve essere se ci sono zone dell’ Abruzzo che hanno situazioni talmente emergenziali da non poter permettere neanche questo si chiudano lì”.
L’assessore regionale Guido Quintino Liris ha provato a fare da paciere: “è in corso un’attenta valutazione che sarà completata nella giornata di domani. È possibile, però – afferma – che la Regione decida di operare una stretta decisa per contenere il contagio da coronavirus che oggi sta provocando grandi difficoltà a ospedali e sistema sanitario, integrando le disposizioni già previste dalle norme nazionali con altre di carattere locale”.
“Nel dettaglio – evidenzia l’assessore – il Comitato tecnico scientifico regionale, a maggioranza, ritiene che oltre alle misure già previste dalla ‘fascia rossa’, si debba procedere anche a una chiusura totale dell’attività scolastica, per ogni ordine e grado. L’obiettivo della Regione è anticipare i tempi rispetto a scelte nazionali che oggi appaiono inevitabili, in modo tale da contribuire alla tutela della salute pubblica e provare a garantire una ripartenza quanto più ampia possibile, soprattutto in vista del periodo natalizio”.
Da parte sua l’assessore regionale Nicola Campitelli, leghista, ha detto che “Stando ai dati scientifici di oggi saremmo andati in zona rossa venerdì per mano del governo. La nostra volontà è di anticipare la chiusura di una settimana in modo da poter riaprire prima di Natale e cercare di salvare almeno la stagione invernale dei commercianti della nostra regione. Non è una decisione facile ma la curva della pandemia è preoccupante”.
All’attacco l’opposizione di centrosinistra e Movimento 5 stelle in regione, che puntano il dito sull’incertezza che ancora prevale.
Sugli scudi i pentastellati Sara Marcozzi e Domenico Pettinari: “La Giunta Regionale paga oggi la propaganda portata avanti nei giorni scorsi. Solo 15 giorni fa, il Presidente Marsilio ci rassicurava sul fatto che che non ci fosse alcuna emergenza nelle terapie intensive; una settimana fa, mentre il Presidente Marsilio era impegnato a fare l’ospite stabile di trasmissioni nazionali per attaccare le scelte del Governo Nazionale, il capogruppo di Fratelli d’Italia, partito dello stesso presidente, cavalcava le proteste dei ristoratori e criticava il Governo nazionale per le chiusure e, solo due giorni fa, invitava le opposizioni a tacere perché l’Abruzzo era stato rapido nella riorganizzazione ospedaliera. Da ieri sera, a causa di post sui social e messaggi audio di componenti della maggioranza, che preannunciavano l’istituzione della Zona Rossa e la chiusura di tutte le scuole in Abruzzo, nella nostra regione regna il caos”.
Va giù duro il consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani, teramano.
“Sarebbe una barzelletta se non fosse che si gioca sulla pelle degli abruzzesi: Marsilio e i suoi hanno convocato noi esponenti di minoranza per questa mattina, per comunicarci gli esiti della riunione del Comitato Tecnico Scientifico mentre, nel frattempo, hanno già gettato nel caos un’intera regione lasciando trapelare indiscrezioni, anzi, facendo a gara a chi le dava prima sui social, e litigando tra loro sulle azioni da intraprendere attraverso post su Facebook dei vari Imprudente, Sospiri, D’Incecco e soci”.
“Si vuole chiudere la regione Abruzzo senza raccordo con lo Stato – prosegue Mariani -, lasciando quindi famiglie e attività senza gli indennizzi previsti dalle norme statali, facendo a gara tra di loro a chi possa prendere prima posizione dopo averci ripetuto in tutte le salse che la situazione sanitaria era sotto controllo” prosegue Mariani. “La verità però è un’altra: non sanno nemmeno loro cosa vogliono fare e vorrebbero pure mettere in piedi la farsa della condivisione della scelta con la minoranza! Una settimana fa per loro era colpa del Governo se transitavamo in zona arancione, “perché hanno preso una decisione con dati vecchi di una settimana” dicevano, mentre oggi addirittura vogliono una zona super rossa, con misure più restrittive delle zone rosse delle altre regioni, in anticipo sul monitoraggio settimanale del Ministero della Salute!”.
“Marsilio e soci sono un circo viaggiante: un tendone ambulante pieno di contraddizioni! Ragioniamo in maniera seria, se si ritiene necessario inasprire le misure si abbia il coraggio di chiedere al Governo la creazione di “zone rosse differenziate” sui territori garantendo ristori economici e utilizzando i poteri delle regioni che sono già definiti nei provvedimenti dello Stato: basta con le decisioni che poi, come sempre, sfociano nella propaganda becera sulle spalle degli abruzzesi! E’ il momento di lavorare seriamente per il bene della collettività, anche una sola scelta sbagliata può causare danni incalcolabili per il nostro territorio!” conclude il Capogruppo di “Abruzzo in Comune”.
“In un momento come questo è da irresponsabili annunciare l’arrivo di una ordinanza che istituisce la Zona Rossa in Abruzzo (addirittura con misure più restrittive di quelle previste nelle altre zone rosse a livello nazionale), prima di prendere decisioni formali e circostanziate a proposito”, scrive il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci che aggiunge: “Il caos che questa notizia ha generato in queste ore finendo anche su testate nazionali, fra esponenti del governo regionale che annunciano come fosse cosa fatta e altri che li smentiscono sonoramente, oltre a generare confusione e un legittimo sconforto fra le famiglie, i lavoratori e le attività produttive, è uno spettacolo dell’assurdo di una politica che da giorni non decide, che annuncia e si contraddice e getta nel caos la comunità. Nei momenti più difficili la credibilità delle Istituzioni è fondamentale e passa per messaggi chiari e ponderati”.
ATTIVITA’ COMMERCIALI IN ZONA ROSSA: COSA PREVEDE IL DPCM
Ecco le attività consentite anche in zona rossa-
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti
alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati
ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
• Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video,
elettrodomestici
• Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi
specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di
sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
• Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni
(ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
• Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione
(incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
• Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il
giardinaggio
• Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi
specializzati
• Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
• Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
• Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di biancheria personale
• Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in
esercizi specializzati
• Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
• Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi
specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
• Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in
esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
• Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in
esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
• Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
• Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
• Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
• Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli;
ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi,
detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per
televisione, per corrispondenza, radio, telefono
• Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
• Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
• Attività delle lavanderie industriali
• Altre lavanderie, tintorie
• Servizi di pompe funebri e attività connesse
• Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere






