PESCARA – Più della metà dei contagi registrati nel bollettino di ieri, 126, riguarda giovani da 20 29 anni, con 70 casi.
In questa fascia di età solo il 61% si è per ora vaccinato.
La località con più nuovi casi è Pescara, con 21 casi , seguita da L’Aquila con 14 casi. Oltre l’80% dei casi è riferibile alla variante Delta, del virus, più contagiosa, ma contro cui i vaccini stanno dimostrando di essere efficaci.
Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, sale a 2.43% rispetto all’1.12% del precedente bollettino. Il dato sui contagi recenti, dopo il picco di 141 raggiunto il 28 luglio, è il più alto dalla metà di maggio.
Aspetto positivo è però che nonostante l’impennata dei contagi, il bilancio dei pazienti deceduti non registra però nuovi casi, e resta fermo a 2.515. I ricoveri in area medica diminuiscono di 3 unità, con il dato che si attesta a 39 pazienti, mentre in terapia intensiva resta un solo ricoverato. Sono 62 le persone guarite ed aumentare, di 66, le persone in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl, dunque con sintomi lievi o asintomatiche.
E per questa ragione l’Abruzzo resta virtualmente in zona bianca, proprio perché i ricoveri sono ben sotto la soglia critica.
Proseguono intanto speditamente le vaccinazioni, l’Abruzzo è una delle regioni messe meglio in Italia, e di questo ritmo l’80% dei vaccinati si raggiungerà tra il 28 e 30 agosto, in che significherà per gli esperti l’immunità di gregge. occorre però lavorare sulla fascia per la fascia 20-29 anni.
Del totale dei nuovi casi positivi, 22 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 16 in provincia di Chieti, 39 in provincia di Pescara, 38 in provincia di Teramo, 6 di fuori regione, 4 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Procede spedita la campagna di vaccinazione, e l’Abruzzo è terzo in Italia per le dosi somministrate in base alla popolazione, dietro Lombardia e Puglia, con il 52, 2% che ha ricevuto la seconda dose.
l’Abruzzo, nonostante il trend in crescita, continua ad avere numeri assolutamente da zona bianca. Il tasso di occupazione dei posti letto – parametro principale nella classificazione di rischio in aree colorate – resta all’1% per le terapie intensive e al 3% per l’area medica,






