PESCARA – Nell’Abruzzo che resta zona arancione, ad eccezione dei giorni di Pasqua che sarà rosso come un tutta Italia, i contagi scendono, ma viaggia in controtendenza la provincia dell’Aquila, mentre migliora la situazione nel Pescarese, una delle aree più colpite dalla recente ondata di contagi.
Nelle ultime due settimane infatti dei 4.500 contagi su base regionale, più di 1.300 (il 30%), riguardano il territorio della provincia dell’Aquila, nel Pescarese sono stati 900.
L’incidenza, ovvero i contagi per 100mila abitanti resta in provincia dell’Aquila molto alta, a 215 seppure in lieve calo ma vicina alla soglia critica di 250 oltre cui scatta in automatico la zona rossa. In provincia di Chieti sale a 176, a Pescara scende ancora a 133 a Teramo a 136.
Il ieri il Comune con il maggior numero di casi giornalieri è risultato essere Lanciano con più 29 casi, dove ci sono contagi tra pazienti e sanitari dell’ospedale con due reparti chiusi. Seguono L’Aquila 23, Vasto 20, Avezzano 14, Teramo 13, Pescara 12 e Mosciano Sant’Angelo.
Situazione delicata a Lanciano dove sono scoppiati due nuovi focolai covid, uno nella residenza per anziani Villa 900 di via per Treglio, dove risultano positivi tra personale e ospiti oltre 30 persone; il secondo nel reparto di Medicina del Renzetti, chiuso per l’opportuna sanificazione, dove oltre a 15 contagiati tra personale sanitario e pazienti, si sarebbero registrati anche dei decessi, non ancora comunicati al Comune.
A L’Aquila il sindaco Pierluigi Biondi lancia un appello: “Vanno rispettare le regole perché il virus è come un cerino buttato in un pagliaio, prende fuoco immediatamente e non si può pensare che siccome le cose vanno bene ci si può abbandonare a comportanti non consoni”.
Complessivamente in base all’ultimo bollettino sono stati 348 i nuovi casi, emersi dall’analisi di 4.750 tamponi molecolari e 1.702 test antigenici.
Due i decessi recenti, 383 i guariti nelle ultime ore, che portano il totale a 51.794 dall’inizio dell’emergenza
Dei nuovi casi 109 fanno riferimento alla provincia di Chieti, 98 a quella di Teramo, 95 a quella dell’Aquila e 39 a quella di Pescara, 7 residenti fuori regione o con residenza in accertamento. Sono 10.413 gli attualmente positivi (-37), 623 ricoverati in area medica (+8), 83 ricoverati in terapia intensiva (-2), 9.707 in isolamento domiciliare (-43).
L’Abruzzo resta arancione per effetto del Decreto Draghi, ma per la seconda settimana consecutiva i dati emersi nel corso della riunione dell’Unità di crisi evidenziano un continuo miglioramento degli indici, a cominciare dall’Rt che è sceso a 0,89.
A seguito di questo andamento sono diversi i Comuni che escono dalle misure restrittive messe in atto dal presidente Marco Marsilio tramite ordinanza proprio al fine di evitare il propagarsi dei contagi.
Scende il numero dei comuni in “zona rossa”, che da 40 diventano circa la metà, con soli 3 nuovi comuni – Lentella, in provincia di Chieti; e Cerchio e Pescina in provincia dell’Aquila – sottoposti a maggiori restrizioni.
I Comuni che erano e rimangono in zona rossa sono per la provincia di Chieti: Castiglione Messer Marino, Orsogna, Atessa, San Vito, Casoli (ai quali, come detto, si aggiunge Lentella); per la provincia di Pescara: Collecorvino, Rosciano, Moscufo, Villa Celiera; per la provincia dell’Aquila: Capitignano, Pizzoli, Sante Marie, Prezza, Celano e San Benedetto dei Marsi, Magliano dei Marsi e Pratola Peligna (ai quali si aggiungono da lunedì prossimo i Comuni di Pescina e Cerchio); per la provincia di Teramo: Colonnella, Nereto, Sant’Omero e Sant’Egidio alla Vibrata.
Sono usciti dalle restrizioni, per la provincia di Chieti: Roccamontepiano, Torrevecchia Teatina, Ripa Teatina, Santa Maria Imbaro, Casalincontrada e Montazzoli; per la provincia di Pescara: Montesilvano, Città Sant’Angelo, Lettomanoppello, Manoppello, Cappelle sul Tavo, Bolognano, Cugnoli, Montebello di Bertona, San Valentino in Abruzzo Citeriore; per la provincia dell’Aquila: Castelvecchio Subequo, Tornimparte, Tagliacozzo, Castel di Sangro; per la provincia di Teramo: Tortoreto, Martinsicuro, Morro d’Oro e Mosciano Sant’Angelo.
Sotto osservazione rimane la provincia dell’Aquila dove, in controtendenza rispetto al resto dell’Abruzzo, la situazione continua ad essere critica. L’andamento epidemiologico settimanale ha confermato che l’area metropolitana ha ottenuto i benefici sperati così da riuscire a eliminare le restrizioni anche nei Comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo a partire da lunedì prossimo. Anche in provincia dell’Aquila ci sono zone dove le misure restrittive sono state utili per bloccare l’aumento dei contagi al punto che centri come Castel di Sangro e Tagliacozzo dopo appena una settimana tornano in zona arancione a fronte dell’ingresso di Cerchio e Pescina che hanno registrato dati negativi.
“Tra i comuni nei quali cesseranno le misure restrittive ci sono anche Montesilvano e Città Sant’Angelo che confermano il trend in calo della fascia costiera e l’area metropolitana, il contagio cresce invece nella provincia dell’Aquila”, ha spiegato Marsilio.
“Abbiamo un indice Rt a 0.89, solo nella provincia dell’Aquila la situazione comincia ad essere più preoccupante, ad esempio nel capoluogo, ad Avezzano, a Sulmona. La Asl è stata invitata ad incrementare l’azione di vigilanza, con controlli, tamponi e tracciamento contatti. E a tal proposito sollecito i sindaci a stare molto attenti per evitare che la provincia dell’Aquila possa subire una nuova ondata”.
“Siamo soddisfatti dell’andamento epidemiologico in Abruzzo che ci conferma con dati da zona gialla per la seconda settimana consecutiva. Purtroppo le notizie che arrivano dal Governo relative alla proroga della zona arancione per l’intero mese di aprile ci penalizzano fortemente – spiega Marsilio – Non è che l’Abruzzo può pagare perché avendo avuto una ondata epidemica anticipata rispetto al resto dell’Italia diventa rossa quando tutti sono in zona gialla, poi siccome tutta l’Italia diventa rossa ci devono rimanere anche quelle regioni, come la nostra, che hanno superato quella fase. Le attività commerciali abruzzesi, come ristoranti e bar, per settimane hanno fatto sacrifici e se i numeri dei contagi lo consentiranno, dopo Pasqua hanno il diritto di poter tornare a lavorare nel rispetto delle regole. Se il Governo farà una proposta diversa troverà la ferma contrarietà della Regione Abruzzo”, ha sottolineato Marsilio.
L’AQUILA: POSITIVE PIU’ DI 20 SUORE, VACCINATE CON PRIMA DOSE
Sono oltre 20 le suore contagiate dal coronavirus all’Aquila, tutte vaccinate con la prima dose: la somministrazione è recente e, dunque, evidentemente non c’è ancora lo sviluppo di una buona quantità di anticorpi.
Il primo focolaio si è sviluppato nella casa famiglia di San Gregorio; il secondo, invece, riguarda le religiose, dello stesso ordine, di piazzale Paoli, dove c’era la casa di ospitalità San Giuseppe.
L’ipotesi più accreditata che il virus possa essersi insinuato all’interno della casa famiglia che, comunque, è aperta all’esterno, per esempio nei confronti dei familiari dei bambini che vi sono ospitati, spiega Il Messaggero. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha immediatamente disposto la chiusura della scuola dell’infanzia annessa all’istituto, fino al 6 aprile. A San Gregorio è risultato positivo anche il parroco, Don Antonio Marcocci, che è in buone condizioni. Nel frattempo anche ieri si è tenuto lo screening sulla popolazione della frazione. Sono stati eseguiti 195 tamponi antigenici rapidi e non è stato trovato nessun positivo. Lo screening andrà avanti anche nella giornata di oggi, l’ultima, nella sede dell’ex poliambulatorio in via Pavese, dalle 9 alle 18.






