PESCARA – Sono 50 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 8 e 77 anni, emersi dall’analisi di 2.954 tamponi molecolari e 1.654 test antigenici: il tasso di positività è pari all’1.0.8%. Il totale die positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 74874.
Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nessun nuovo caso e resta fermo a 2.512. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 71.478 dimessi/guariti (+38 rispetto a ieri).
Del totale dei casi positivi, 19.041 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+26 rispetto a ieri), 19.468 in provincia di Chieti (+9), 18.187 in provincia di Pescara (+1), 17.476 in provincia di Teramo (+13), 588 fuori regione (-1) e 114 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 884 (+9 rispetto a ieri).
24 pazienti (-1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 1 (invariato rispetto a ieri con nessun nuovo ingresso) in terapia intensiva, mentre gli altri 859 (+10 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Almeno cinque, quattro in diversi punti del Teramano e uno a Lanciano (Chieti), i focolai di Covid-19 riconducibili alla variante Delta emersi negli ultimi giorni in Abruzzo. Sono in corso le indagini epidemiologiche, il tracciamento dei contatti, l’esecuzione di nuovi tamponi e le attività di sequenziamento. I casi in questione sono quelli la cui positività alla variante Delta è stata segnalata ieri dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.
Nel Teramano, fa sapere la Asl, i casi derivano da quattro focolai in diversi punti della provincia.
“Siamo in attesa di altri sequenziamenti, ormai possiamo dire che la variante Delta circola in provincia. Insistiamo nel consigliare prudenza nei comportamenti, considerato che il contagio dal soggetto positivo alla variante Delta avviene con contatti anche brevi”, afferma il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, che invita i cittadini a “vaccinarsi, concludendo il ciclo con la seconda dose”.
Un invito rivolto soprattutto ai giovani, visto che buona parte dei contagiati con la variante indiana sono ragazzi. In queste ore sono stati effettuati circa 1.500 tamponi e tutti quelli positivi verranno sottoposti a sequenziamento.
A Lanciano il focolaio riguarda undici persone legate tra loro da vincoli di parentela o di rapporti stretti. Solo per sei di loro è stato possibile procedere al sequenziamento del campione, che ha accertato il contagio da variante Delta, comune, con molta probabilità, anche agli altri componenti dei tre nuclei familiari. I casi sono stati scoperti al rientro da un viaggio di due sorelle in un Paese non in area Schengen, sottoposte a tampone e quarantena obbligatori una volta tornate in Italia. Accertata la positività, il Dipartimento Prevenzione della Asl, guidato da Giuseppe Torzi, ha fatto scattare immediatamente l’indagine epidemiologica con l’isolamento dei contatti stretti, anch’essi sottoposti a tampone.
Le persone contagiate si trovano tutte nel proprio domicilio e sono in buone condizioni. Una di loro è vaccinata. Per quanto riguarda le altre, alcune hanno fatto una sola dose. È risultata negativa, invece, un’anziana che aveva concluso il ciclo vaccinale con le due dosi.
“L’episodio di Lanciano ci ricorda ancora una volta quanto sia importante vaccinarsi – sottolinea il direttore generale della Asl Thomas Schael – per proteggere se stessi, la rete familiare e la comunità. La mancata immunizzazione di una parte numerosa di popolazione consente al virus di mutare e replicarsi, prolungando nel tempo l’emergenza sanitaria con tutti i danni che comporta”.






