L’AQUILA – Sono 128 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 1 e 77 anni, emersi dall’analisi di 3.154 tamponi molecolari e 1.732 test antigenici.

Nel totale di oggi sono compresi 45 casi della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila risalenti al periodo 15-18 maggio e non inseriti in precedenza per un disservizio informatico.

Due i decessi accertati e 56 guariti, che portano il totale a 65.254.

Dei nuovi casi, 99 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila, 18 a quella di Teramo, 10 a quella di Chieti e 2 a quella di Pescara.

Gli attualmente positivi sono 5.901 (+71), 179 ricoverati in area medica (-3), 17 ricoverati in terapia intensiva (+2), 5.705 in isolamento domiciliare (+72).

Da lunedì 24 l’Italia entra in zona gialla e ripartono gradualmente tutte le attività anche in Abruzzo dove, in base a quanto confermato ieri dalla riunione dell’Unità di Crisi, presieduta dal presidente della Regione, Marco Marsilio, si punta ora alla zona bianca.

L’indice Rt regionale si è attestato infatti  a 0.89 presentando un dato migliore rispetto alla scorsa settimana quando era a 0.95. Molto positiva anche la pressione ospedaliera sia riguardo ai posti letto in terapia intensiva, inferiore al 10%, sia per quelli occupati in area non critica, inferiore al 15%.

In provincia dell’Aquila, come evidenziato anche dalla Asl a seguito del costante monitoraggio sul territorio, il comune di Celano esce dalle misure restrittive con la scadenza dell’ordinanza in essere e, di conseguenza, l’intero Abruzzo è in zona gialla.

Tutte e quattro le province abruzzesi, alla luce dei dati odierni, registrano l’incidenza più bassa dall’inizio dell’anno e, da oggi, sono tutte sotto la soglia di 50.

A livello regionale, il dato, in costante calo, scende a 36, valore compatibile con la zona bianca, come accade ormai da quattro giorni. In particolare, la situazione migliore è quella della provincia di Pescara: l’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti passa da 21 di ieri a 16 di oggi. Il territorio è ai primi posti della classifica nazionale, tra le migliori province in Italia. Seguono la provincia di Teramo, che scende da 44 di ieri a 39 di oggi, quella dell’Aquila (da 43 a 40) e quella di Chieti, che oggi passa da 55 a 45, scendendo per la prima volta nel 2021 al di sotto di quota 50.

Nel corso della terza ondata gli unici due territori a superare la soglia di allarme di 250 sono stati il Pescarese, che il 19 febbraio ha raggiunto addirittura 505, e il Chietino, che è arrivato a 308 il 26 febbraio.

“Per quanto riguarda la campagna vaccinale stiamo proseguendo secondo le indicazioni del commissario Figliuolo nonostante qualche ritardo registrato questa settimana nella consegna di alcuni lotti di vaccini. Relativamente alle vaccinazioni ai turisti abbiamo dato la nostra disponibilità ma tutto verrà deciso a seguito di un confronto con le altre regioni. L’auspicio è di continuare questo trend per passare in zona bianca alla scadenza della terza settimana”, ha dichiarato il presidente Marsilio.

VERI’, “DA LUNEDI’ VACCINI NEI PICCOLI COMUNI”

Parte lunedì in Abruzzo la “campagna vaccinale di prossimità”, riservata ai piccoli e piccolissimi Comuni delle aree interne della regione.

Lo comunica l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, specificando come in questa prima fase l’iniziativa riguarderà alcuni centri delle province di Chieti e L’Aquila, dove sono presenti la maggior parte di questa tipologia di Comuni con popolazione inferiore ai 500 abitanti.

“Le vaccinazioni – sottolinea l’assessore – saranno eseguite dai team vaccinali militari messi a disposizione dalla Struttura commissariale del generale Figliuolo, che ha esteso il programma già predisposto per le isole minori anche ai paesi montani in cui vivono soprattutto anziani e dove la viabilità per raggiungere gli hub vaccinali è più difficoltosa”.

I team si recheranno nei centri in una giornata prestabilita e sottoporranno a vaccinazione l’intera popolazione residente che avrà manifestato il proprio interesse alla somministrazione.

“La vaccinazione di prossimità – continua la Verì – oltre a limitare i disagi e lunghi spostamenti per i residenti nei centri più remoti, consentirà di creare piccole zone covid free, che assicureranno non solo la ripresa di una normale vita sociale in queste comunità, ma potranno anche renderle destinazioni turistiche appetibili proprio per le garanzie di sicurezza sanitaria che tanti villeggianti oggi ricercano”.