L’AQUILA – Ancora in aumento i casi di coronavirus in Abruzzo: ben 178 i nuovi positivi, di età compresa tra 2 e 94 anni, su 2.793 tamponi molecolari e 10.728 test antigenici.
Non si registra nessun deceduto, e sono 14 i guariti. I nuovi positivi sono residenti in provincia dell’Aquila (52), Chieti (7), Pescara (18), Teramo (99), in accertamento (2).
Sono complessivamente 2.400 gli attualmente positivi (+164), 68 ricoverati in area medica (-2), 7 in terapia intensiva (invariato), 2325 in isolamento domiciliare (+166).
L’Abruzzo risulta poi in ritardo per la somministrazione della terza dose di vaccino. Ad averla ricevuta 35.167 persone pari al 27% della platea potenziale degli over 60, operatori sanitari e persone fragili, immunizzati da più di sei mesi. In Italia la media è del 31,8% pari a 1.912.702 persone.
Del 4% l’occupazione delle terapie intensive a livello nazionale e del 6% (con un aumento dell’1%) quella in area medica non critica negli ospedali per i casi Covid in Italia, sotto alle soglie fissate dagli indicatori rispettivamente del 10% e del 15%, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale dei Sistemi sanitari regionali (Agenas) aggiornati a ieri, 6 novembre. L’Abruzzo è al 4% terapie intensive e al 5% per l’area medica, dunque nella media.
Questo mentre come altrove in Abruzzo i contagi tornano salire e l’efficacia dei vaccini, dopo sei mesi diminuiscono la loro efficacia.
Per il trend delle terze dosi in vetta il Molise con 25.826 persone, il 72,2% della platea, a seguire Piemonte con 269.128, il 56%, e l’Umbria con 49.961, il 51,5%.
Poche terze dosi in Calabria, 20.120 (il 12,2%), in Val d’Aosta 3.146, (12,2%) e in Basilicata 8.787 (12,1%).
Intanto il governo si appresta ad abbassare l’età minima per le terze dosi. Nel giro di poche settimane si aprirà ai cinquantenni mentre si attende il pronunciamento di Ema e Aifa su Pfizer per cominciare anche le vaccinazioni anti Covid dei bambini della classe di età 5-11 anni.
L’OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO
È del 4% l’occupazione delle terapie intensive a livello nazionale e del 6% (con un aumento dell’1%) quella in area medica non critica negli ospedali per i casi Covid in Italia, sotto alle soglie fissate dagli indicatori rispettivamente del 10% e del 15%, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale dei Sistemi sanitari regionali (Agenas) aggiornati a ieri, 6 novembre.
Due le regioni che hanno raggiunto la soglia per le intensive, le Marche con l’11% in crescita – era all’8% l’1 novembre scorso – e il Friuli Venezia Giulia al 10%. Nelle due regioni i ricoveri in area medica non critica sono però sotto la soglia di diversi punti percentuali: le Marche sono al 6% e il Friuli Venezia Giulia al 9% (+1% sul giorno precedente).
I dati di occupazione più alti in area medica si registrano in Calabria con il 12% (+1%), nella provincia di Bolzano con l’11% ma in discesa di un punto percentuale, e in Valle d’Aosta che ha registrato un balzo in avanti del 7% portandosi sull’11%.
Questa la situazione nel dettaglio con dati Agenas riferiti al 6 novembre.
TERAPIE INTENSIVE
Abruzzo (4%), Basilicata (0%), Calabria (5%), Campania (3%), Emilia- Romagna (4%), FVG (10%), Lazio (6%), Liguria (4%), Lombardia (3%), Marche (11%), Molise (3%), Pa Bolzano (3%), Pa Trento (2%), Piemonte (3%), Puglia (4%), Sardegna (3%), Sicilia (5%), Toscana (5%), Umbria (8%), Valle d’Aosta (0%), Veneto (4%). – RICOVERI
COVID IN REPARTI DI AREA NON CRITICA
Abruzzo (5%), Basilicata (8%), Calabria (12%), Campania (8%), Emilia- Romagna (4%), Friuli Venezia Giulia (9%), Lazio (7%), Liguria (5%), Lombardia (5%), Marche (6%), Molise (3%), Pa Bolzano (11%), Pa Trento (4%), Piemonte (3%), Puglia (5%), Sardegna (3%), Sicilia (9%), Toscana (5%), Umbria (6%), Valle d’Aosta (11%), Veneto (3%).





