L’AQUILA – “La cura deve concentrarsi sul togliere l’infiammazione, perché il Covid cerca di entrare più facilmente nelle cellule infiammate. Fondamentali, dunque, gli antinfiammatori e lavare via la flora batterica intestinale dove il virus si va a replicare, facendo da serbatoio. Questa è la base della terapia, cercando di prevenire rischio di tempesta citochinica e il formarsi di micro-trombi”.

Lo ha detto a Radio Radio il dottor Andrea Stramezzi, in riferimento al Covid-19 e alla terapia adatta anche alle varianti. “Le varianti – ha spiegato Stramezzi – in realtà non solo state solo Alfa, Beta e Omicron, ma sono molte di più. Sono centinaia di migliaia le mutazioni del virus. Queste vengono classificate così perché sono variazioni più importanti. In realtà le varianti dell’Omicron sono già tre e magari ci si può chiedere perché continuano a chiamarla Omicron? Una grande azienda farmaceutica ha già annunciato il vaccino della variante Omicron ma se dicono che questa variante non c’è più…”.

“La buona notizia è che la terapia è sempre la stessa, sappiamo come si comporta questo virus. Siamo in grado di curare chiunque, l’importante è che si venga curati presto, ai primi sintomi. Io andrò a Parigi per il secondo congresso mondiale sul Covid, dove terrò due relazioni e una sarà sugli errori terapeutici del Covid. Mi sono reso conto che alcuni colleghi che pur trattano il Covid da molto tempo fanno dei piccoli errori che possono fare peggiorare la malattia. Il primo errore è attendere, aspettare il tampone e non intervenire con i farmaci, perché passando il tempo la malattia può aggravarsi”, ha aggiunto.