L’AQUILA – Disobbedienza civile non pagando il canone Rai come forma di protesta contro l’oscuramento mediatico del corteo per la proroga della detassazione di ieri da parte del servizio pubblico.
La rivoluzionaria proposta arriva in un ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali Giuseppe Bernardi, Fabio Ranieri e Pasquale Corriere.
Nel testo, i consiglieri impegnano il sindaco e la Giunta del Comune dell’Aquila a “intraprendere un percorso di disobbedienza civile nei confronti della televisione di Stato con i propri rappresentanti della Giunta del Comune dell’Aquila e del Consiglio del Comune dell’Aquila per il blocco del pagamento del canone Rai fintanto che in Italia non sarà ripristinata la democrazia che oggi è stata negata vietando il diritto all’informazione. A tutelare – aggiungono – tutti i cittadini aquilani che aderiranno alla forma civile di protesta”.
Tutto ciò considerato che, accusano i consiglieri, “nessuna delle due maggiori reti televisive pubbliche ha adempiuto la naturale funzione di servizio di pubblica utilità, ritenendo inopportuno divulgare l’informazione del dissenso del popolo terremotato che non chiede elemosina ma soltanto i propri diritti”.



